LA CIVITANOVA DUCALE E LE SUE LONTANE ORIGINI

Non accade tutti i giorni, ospiti della confortevole struttura dell’associazione sportiva dilettantistica “ASD Medusa”, che si trova nel primo “moletto” a fianco del Club Vela e ovviamente su un pontile sorto da vecchia data (1979) sulle acque tranquille del porto, ascoltare un’interessante e approfondita lezione sull’evoluzione storica dell’antica Civitas Nova da parte del prof. Alvise Manni, presidente del Cento Studi Civitanovesi, ente attivo dal 1986 e con un ricchissimo patrimonio culturale alle spalle.
Il perché di un così importante avvenimento di storia cittadina in un luogo dove si dovrebbe parlare solo di pesca sportiva e di vela, ce lo ha spiegato il presidente dell’associazione, Giorgio Paolucci, che ci ha ricordato i precedenti incontri culturali che hanno riguardato argomenti come il “sestante”, strumento tuttora fondamentale per la navigazione anche nell’epoca del GPS. la millenaria storia delle barche e altre occasioni di conoscenza. Ben volentieri hanno dunque ospitato la riuscita conferenza del dott. Manni, dal momento che sono occasioni alle quali tengono molto. Ne seguiranno altre e delle quali daremo sicuramente conto.
Non è agevole da parte nostra, fare una sintesi del lungo percorso storico tracciato da Manni, a cominciare dall’antica Cluana, poi, dell’aristocratica Civitas Nova, dal 1074-75, quindi della Civitanova più vicina a noi, alla quale è stato definitivamente aggiunto il termine Marche dopo l’unificazione d’Italia, per distinguerla da altre omonime località. Un percorso notevolmente ricco di immagini soprattutto di quelle “cartine”, risultato di straordinarie incisioni, alcune delle quali non sono neppure in Italia, ma nel British Museum di Londra, come la mappa di Papirio e Simone Bartoli del 1613, consultabile, comunque, nell’archivio del sito del Centro Studi Civitanovesi. Cartine che raffigurano, con preziose miniature, vie, palazzi, porte, chiese, giocatori di tennis, corse di cavalli, una scena di pesca con la “sciabica”, attività che probabilmente sarà oggetto di un prossimo approfondimento, e, dunque, momenti di vita
Ampia sottolineatura da parte di Manni dell’antica Novana sulla quale si discute da tempo per quanto riguardo la sua ubicazione contesa fra Civitanova Porto, Porto S.Elpidio, Civitanova Alta, Sant’Elpidio a Mare e che in base alla convinzione espressa da Manni riguarderebbe il territorio delle sponde nord e sud del fiume Chienti, che era navigabile fino a Tolentino, un fiume perciò che univa il territorio dell’antica Novana, come l’antica necropoli individuata nel territorio di Porto S.Elpidio, dimostra e che è la più antica delle Marche, che si credeva fosse quella di Novilara, nel Pesarese.
Non sono mancati approfondimenti sulle figure di San Marone e Annibal Caro e il loro elevato apporto religioso e culturale, sebbene del traduttore dell’Eneide, conosciamo solo quel verso che chiude una sua poesia e cioè: “Pico non vide mai nido sì bello”, “un sonetto che varrebbe la pena – ha accennato il prof. Manni – riportare su una lapide in marmo”.
Civitanova anche città ducale, alla pari di Urbino e Camerino, in quanto, dice la storia, venne concessa in feudo nel 1551 al nobile romano Giuliano Cesarini “a titolo oneroso”, cioè in corrispondenza di un debito della Camera Apostolica, alla quale il Cesarini aveva prestato 14.000 scudi. E i Cesarini portarono con loro il fascino e il prestigio di un ducato fiorente e importante.
Avviandoci alla conclusione è proprio il caso di sottolineare che sono tanti gli aspetti di storia cittadina che andrebbero raccolti come avvenne nella “Istoria di Civitanova nel Piceno” di Giuseppe Gaetani, finito di stampare in Sala Bolognese nel marzo 1982 presso la Arnaldo Forni Editore, e tanto da conoscere come i resti antichi rinvenuti in occasione del sottopasso ferroviario fra le vie Buozzi e Cecchetti.
Ben vengano perciò occasioni come la dotta conferenza del prof. Manni, che si è tenuta questa mattina nella sede della ASD Medusa, in una mattinata fredda e con il mare grigio, ma al caldo di una stufa a legna che il solerte factotum dell’associazione, Leonardo Paolucci, teneva particolarmente attiva, in un ambiente abbellito da tante reti e nasse e alla fine con un delizioso antipasto di “raguse”, gustosi molluschi di mare, cotti con il sugo e finocchio selvatico come usano fare i pescatori. E, naturalmente, si è andati avanti fino a quando non sono finite (Vittorio De Seriis).
Nella foto, il prof. Manni nella ASD Medusa del porto di Civitanova Marche .

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