INAUGURAZIONE DELLA “CASA DI CARITÀ”: UNA TESTIMONIANZA DI MISERICORDIA

È stata una mattinata di emozionante partecipazione quella che ha visto l’inaugurazione della Casa di Carità “don Lino Ramini”, che viene a dare vita e continuità a quel fabbricato di via Parini che ha sempre rappresentato un luogo di valore sociale e cristiano. Realizzata negli anni 1930 con lungimiranza da quel grande mecenate che è stato Cecchetti per ospitare un asilo infantile retto dalle suore, dopo l’acquisto della struttura da parte dell’archidiocesi di Fermo, con un generoso contributo delle parrocchie cittadine, c’è stato un lungo periodo di attività sociali portate avanti dalla Caritas, come quella che ci riporta agli anni 1992-98 quando fu retta da don Genesio Cardelli, ora parroco benemerito di Casette d’Ete, anche lui presente alla cerimonia come tanti sacerdoti delle vicarie della diocesi di Fermo: dopo don Genesio fu la volta di don Ubaldo Ripa e altri.
Un avvenimento, quello di oggi, nel ricordo tangibile di don Lino Ramini, scomparso nel maggio 2006, che è andato avanti in due distinti momenti: l’incontro con le autorità nel teatro Conti della parrocchia San Marone e l’inaugurazione della sede in via Parini, alla presenza di tante persone.
A rendere più significativa la giornata, la partecipazione del segretario generale della CEI, mons. Nunzio Galantino, dell’arcivescovo di Fermo, mons. Luigi Conti, alla scadenza dell’incarico, di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, sacerdote di spicco della diocesi del Fermano. L’amministrazione comunale è stata rappresentata dal vice sindaco, Giulio Silenzi, dal presidente del consiglio, Ivo Costamagna, dal consigliere all’urbanistica Gustavo Postacchini, mentre dell’assessore ai servizi sociale, Yuri Rosati, don Albanesi ha letto un ampio messaggio di saluto e di compiacimento.
Fra gli intervenuti, il consigliere regionale Francesco Micucci, le autorità militari della città e dirigenti di varie strutture. Presenza di spicco quella di Galliano Micucci, da sempre vicino a don Ramini e fra i fondatori della Cooperativa “13 Maggio”.
Nell’introdurre la cerimonia, don Albanesi ha ripercorso i momenti più importanti della sede di via Parini, le difficoltà che si sono presentate nel cercare di recuperarne il possesso e la spesa di circa un milione di euro necessaria per il suo completo restauro, avvenuto in maniera davvero notevole. Per quanto riguarda l’entrata in attività della sede, don Albanesi ha accennato che avverrà dopo la conclusione dell’estate.
Mons. Conti, che praticamente conclude il suo mandato con questa importante realizzazione, che ha seguito personalmente con impegno, ha evidenziato il significato di carità che emerge dalla stessa, per il ruolo che si accinge a svolgere, “sempre – ha detto – confidando nella Provvidenza”, ricordando come i cinque pani, dei quali si fa cenno nel Vangelo dio Marco, sono stati sufficienti per sfamare cinquemila persone. Monsignor Conti ha anche ricordato l’apporto che agli inizi è stata dato da alcuni sacerdoti della città, come don Eliseo, don Lauro e don Alvaro. Il prelato ha fatto anche cenno ai fatti inquietanti che sono avvenuti di recente nelle quattro chiese Fermano.
Proprio facendo riferimento a questi episodi, monsignor Galantino ha espresso la solidarietà della Chiesa Italiana ai sacerdoti di quel territorio, ravvisando nella ristrutturata sede della Caritas, che ha poi visitato, “fatiche ed entusiasmo”, puntualizzando che “il culto è tutto ciò che favorisce la vita” e che “senza giustizia non c’è misericordia”.
Don Alberto Spito, vicario foraneo, si è quindi soffermato sull’opera della Caritas a Civitanova Marche, mentre il vice sindaco Silenzi, nel portare il saluto della città e del sindaco, ha sottolineato “il clima di gioia – ha detto – che emerge oggi, per il fatto che la città si arricchisce di una struttura importante”. Ha accennato alle significative tappe compiute dall’amministrazione comunale nel sociale, come la mensa al Liceo, a Cristo Re e S.Gabriele e la cultura positiva del fare che è stata posta nel recupero della struttura.
Molto interesse hanno, quindi, suscitato le immagini e il resoconto dell’architetto Barbara Moschettoni, riguardo lo stato di abbandono e di violenza compiuti nel fabbricato, rilevati quando si è nuovamente entrarti in possesso delle chiavi e i risultati notevoli del restauro,. avvenuto rispettando attentamente quelle che erano le linee architettoniche e le strutture originarie. Momenti di commozione, infine, quando Galliano Micucci ha ripercorso la vita della cooperativa “13 Maggio”, realizzata da don Lino Ramini “che è stata sempre gestita come lui voleva”. “Don Lino – ha poi ricordato – ci ha insegnato a non aver paura e di avere sempre speranza”. Anche dopo il suo intervento, proiezioni di immagini con tanti personaggi che sono rimasti nel cuore di molti, come Gigetto Morresi. Poi l’inaugurazione e la visita alla sede: un’ammirevole e funzionale realtà.
Nella foto, da sinistra, mons. Luigi Conti, mons.Galantino e don Vinicio Albanesi.
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NOTA STAMPA DEL SINDACO DI CIVITANOVA TOMMASO CORVATTA
L’inaugurazione del nuovo Centro Caritas è una conquista importante per la città, un’eredità enorme che ci lascia il nostro Vescovo. È il frutto del lavoro convinto di tanti seguaci della Caritas che hanno anteposto il bene di tutti alle proprie gioie personali.
Questo risultato però, è anche il frutto della condivisione degli stessi ideali da parte di tutti i membri di questa maggioranza, che in condizioni difficili, a volte proibitive, si sono trovati a cercare una soluzione all’eredità irrisolta della passata amministrazione.
La sede della Caritas, che oggi torna disponibile alla curia ed al suo utilizzo naturale, è stata occupata per alcuni anni dai ragazzi del centro sociale, mentre la città necessitava di un’accoglienza rivolta ai più poveri degna di Civitanova, che la chiesa ha sempre voluto offrire, ma che non trovava una sede adeguata.
Questa è la situazione che abbiamo ereditato, in uno stallo che sembrava non poter essere interrotto. Ci è pesata come un imperativo morale la richiesta della Caritas di rientrare in possesso dei propri locali, ma in una situazione di difficoltà economica e oberati da una incredibile massa di problemi, non è stato facile nemmeno capire che la soluzione potesse consistere nell’individuare una sede alternativa per il centro sociale, questa volta finalmente occupata legalmente.
Individuammo nella vecchia scuola in zona Filippantò, a Santa Maria Apparente, l’unica sede possibile per il centro sociale, sebbene fosse un immobile in dismissione e vendibile, scatenando le interrogazioni dell’opposizione.
Intavolammo quindi una dura trattativa con i ragazzi che non si fidavano dell’amministrazione, riuscendo alla fine a convincerli della nostra buona fede e della curia, interrompendo per la prima volta quel rapporto conflittuale che aveva visto di solito le forze dell’ordine protagoniste di sgomberi forzati. Nella vecchia scuola di Filippantò risiedeva anche la scuola di recitazione gestita da Iole Spernanzoni, a cui proponemmo lo spostamento a Civitanova Alta, nei locali dell’ex liceo.
Non avrei mai creduto, all’inizio di questo mio mandato, che sarei stato protagonista, nell’ottobre del 2014 di un’assemblea pubblica, di una durezza tale da essere definita “rissa” da alcuni organi d’informazione, nella quale un nutrito gruppo di cittadini del quartiere di Santa Maria Apparente impauriti, altri provenienti dal resto della città ed alcuni politici dell’opposizione, hanno messo duramente alla prova la mia determinazione e quella dell’assessore Marco Poeta nel perseguire il trasferimento.
Oggi il Centro Sociale ha dimostrato di non creare problemi al quartiere, anzi ha aumentato le presenze nei locali vicini e ha realmente gestito delle attività culturali che fanno vanto alla nostra città come l’evento che ha visto Zero Calcare e Karim Franceschi ospiti al nostro Liceo.
Si sta valutando la partecipazione a Futura Festival di un progetto di questi ragazzi.
La scuola di recitazione di Iole, trasferita nella città alta, ne contribuisce alla rinascita e ha aumentato le adesioni.
La Caritas tornata in possesso dei locali in via Parini, propone un servizio fondamentale per una città degna di questo nome, che ci rende ancora più orgogliosi di essere Civitanovesi.
Abbiamo sempre sentito il nostro Vescovo vicino in questo percorso, e questo ci ha spronato ed incoraggiato.
Civitanova si scopre oggi più tollerante ed inclusiva, verso tutti.
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