IN UNA INTERVISTA SULLA GAZZETTA DELLO SPORT, IL CAMPIONE OLIMPICO BRUNO DICE, “A MODENA IL CUORE MA HO UN CONTRATTO CON CIVITANOVA”

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Il regista campione olimpico racconta la sua verità su uno dei più clamorosi trasferimenti dell’estate in una intervista realizzata dal giornalista Davide Romani

Bruno Mossa de Rezende, capitano della nazionale verdeoro di volley, oro ai Giochi di Rio 2016, nelle prossime ore potrebbe passare ufficialmente da Modena a Civitanova. Un trasferimento certo durante i playoff scudetto, diventato meno sicuro dopo il divorzio tra il club emiliano e il tecnico Stoytchev. Con la dirigenza emiliana in forcing per riportare Bruno a Modena. Una trattativa è sul tavolo, ma gli emiliani devono avanzare un offerta economica importante: lo scambio con Christenson non sarebbe considerato da Civitanova. In questi giorni Bruno è al lavoro in Brasile con la sua Nazionale, ma con la testa è ancora al tira e molla sul suo futuro.
«L’ultimo mese è stato pesante. E spero di risolvere in questi giorni per la mia serenità e per gli impegni che abbiamo con il Brasile: dalla prossima settimana la Volley Nations League e a settembre il Mondiale».

Un mese complicato dopo una stagione difficile.
«E’ stata dura. Come squadra abbiamo provato a sopportare per raggiungere i traguardi che a inizio stagione avevamo fissato (scudetto, coppa Italia e Supercoppa, ndr). Ci è mancato il feeling con il tecnico senza togliere le responsabilità a noi giocatori».
Secondo lei perché la scelta di Modena di separarsi da Stoytchev è arrivata dopo che sia Ngapeth che lei avevate trovato altre destinazioni?
«Non lo so. Di certo quello che è successo dopo la nostra apparizione televisiva (in una trasmissione di una tv locale il 17 aprile, ndr) è stato importante per il futuro di Modena».
Ma lei cos’aveva chiesto alla presidente Pedrini e al d.g. Sartoretti?
«Ho parlato con loro dicendo chiaramente “vado via”. Non ho mai fatto ricatti del tipo “o me o lui” anche perché Stoytchev aveva un contratto triennale mentre io un anno più l’opzione per altri due che mi permetteva di guardarmi in giro. La dirigenza più volte mi ha detto di chiarirmi col tecnico, di tenere duro ma non ci sono riuscito. E poi avevo saputo che lui aveva già cercato altri registi: come Raphael e Christenson. A quel punto ho cercato una via alternativa con i miei agenti ma non mi sono mai offerto a nessuno».
E che offerte c’erano sul tavolo?
«C’erano due club brasiliani come Rio de Janeiro e il Cruzeiro di Belo Horizonte oltre a una possibilità in Russia e Civitanova. E ho scelto la Lube che è un club molto ambizioso».
Ma lei non aveva detto «in Italia solo con Modena»?
«Sì, ma avevo anche detto che con Stoytchev non avrei mai giocato. E invece l’anno scorso ho firmato nonostante ci fosse il tecnico bulgaro. E’ una cosa che mi brucia, ma il mio cuore resta a Modena. E’ una situazione che non ho mai pensato e calcolato».
Una volta sancito il divorzio tra Modena e Stoytchev cos’è successo?
«Pedrini e Sartoretti mi hanno chiamato per dirmi “Inizia un nuovo progetto e abbiamo bisogno di te”. Li le cose sono cambiate anche per il rapporto d’affetto con Catia Pedrini e le dimostrazioni d’affetto dei tifosi (gli striscioni appesi in città per la sua permanenza, ndr). Il mio cuore mi diceva di fare una cosa che nella pratica è complicata».
Ha comunicato la volontà di tornare a Modena?
«Sì, ho parlato con Cormio, il direttore sportivo di Civitanova. E i due club hanno iniziato una trattativa per uno scambio. Pensavo che si potesse trovare una soluzione. Credevo fosse una cosa gestibile. Mi dispiace perché questa cosa l’ho creata io. Sono un uomo e posso sbagliare, ma sarò sempre sincero. Il mio cuore resta a Modena, ma sono un professionista e se la soluzione non si troverà rispetterò il contratto con Civitanova con grandi campioni per vincere in Europa».
Ha qualche rimpianto?
«Spero che Modena e i suoi tifosi capiscano la mia situazione e quello che è successo». Emiliani che ripartono da Velasco… «E’ l’uomo giusto per rilanciare le ambizioni di questa piazza. Nel volley è la persona più importante al mondo e ha fatto la storia di Modena. E’ un leader, un esempio. E’ la scelta migliore che la società potesse fare».

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