IL VALORE DEL 2 GIUGNO DIMENTICATO: LE DOMANDE DI UN GIOVANE ALLA CITTÀ

Fa riflettere leggere le parole di un giovane civitanovese che, all’indomani della Festa della Repubblica, sceglie di intervenire non per alimentare polemiche sterili, ma per richiamare l’attenzione sul significato autentico di una delle ricorrenze più importanti della storia italiana. Le considerazioni di Francesco Sebastiani meritano attenzione perché riportano al centro il valore della memoria, della partecipazione civica e dell’identità repubblicana, aspetti che quest’anno, a Civitanova, sembrano essere passati in secondo piano.
Mentre in molte città italiane l’80° anniversario della Repubblica è stato celebrato attraverso cerimonie istituzionali, momenti di approfondimento storico, testimonianze e iniziative rivolte alle donne e ai giovani, a Civitanova l’amministrazione comunale ha scelto di puntare sul concerto di Nek.
Una scelta che certamente ha richiamato pubblico e offerto un’occasione di aggregazione e intrattenimento, ma che secondo Sebastiani non può esaurire il significato del 2 giugno. Come scrive lui stesso, “tutti d’accordo sul fatto che il 2 giugno è anche un’occasione per stare insieme, divertirsi e far vivere una comunità. Ma appunto è ANCHE tutto ciò”. Una sottolineatura che evidenzia come la dimensione festiva non debba sostituire quella istituzionale e commemorativa.
Nel suo intervento, Sebastiani evidenzia che “non serviva questo grande estro” per organizzare iniziative capaci di valorizzare il significato della giornata. A suo giudizio, “banalmente si poteva organizzare un convegno, magari insieme alle scuole consegnando la Costituzione ai neo maggiorenni”. Oppure, aggiunge, si poteva seguire l’esempio di altre realtà del territorio, “ricordando il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica insieme a un cittadino testimone di quei tempi”.
Sebastiani richiama anche l’importanza dei simboli nazionali, osservando come “si poteva anche diffondere un po’ di più il nostro tricolore e cantare tutti insieme l’inno”. Piccoli gesti, ma significativi, che avrebbero contribuito a rafforzare il senso di appartenenza e la consapevolezza civica.
Il passaggio più critico riguarda però il giudizio sulle scelte compiute. Secondo il giovane, “non fare tutto ciò significa non riconoscere il vero valore della giornata appena passata”, una riflessione che chiama inevitabilmente in causa l’operato dell’amministrazione comunale. Non si tratta soltanto dell’organizzazione di un evento, ma del messaggio culturale e istituzionale che una città decide di trasmettere ai propri cittadini.
Ancora più significativa appare la considerazione secondo cui “essere cittadini prima di tutto significa avere la responsabilità di ricordare la nostra storia, onorare e tutelare la nostra democrazia”. Una frase che racchiude il senso più profondo del suo intervento e che riporta il dibattito sul terreno della memoria collettiva e dei valori repubblicani.
Le parole di Sebastiani sollevano una questione che va oltre il singolo concerto. Una città che celebra la Repubblica senza dedicare adeguato spazio alla sua storia rischia di trasformare una ricorrenza civile in un semplice appuntamento di spettacolo, perdendo l’occasione di trasmettere alle nuove generazioni il significato di una conquista democratica che non può essere data per scontata.
“Mi sarebbe piaciuto raccontare di come la mia città abbia celebrato bene il 2 giugno. Purtroppo però non è stato così”, conclude Sebastiani. Una frase che racchiude più delusione che polemica e che rappresenta, forse, la critica più forte rivolta a chi ha avuto la responsabilità di organizzare l’80° anniversario della Repubblica.
A distanza di un giorno dalla ricorrenza, resta quindi una domanda: Civitanova ha davvero celebrato la Festa della Repubblica o si è limitata a organizzare solo un grande evento di intrattenimento? L’intervento di un giovane offre uno spunto di riflessione che la politica locale farebbe bene a non sottovalutare.

Una risposta

  1. Giovanna Capodarca ha detto:

    È un piacere leggere le parole di un giovane su questa festa, non posso che condividere ,va bene la festa ma andava affiancata con qualcosa di più istituzionale .

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