Un palcoscenico senza copione, una comunità chiamata a mettersi in gioco e quattordici sere per trasformare storie, emozioni e incontri in uno spettacolo. A Civitanova Marche torna il Teatro della Comunità, il progetto socio-artistico internazionale ideato e diretto da Marco Di Stefano, giunto alla sua 113ª edizione.
L’appuntamento è ai giardini pubblici “Tonino Trovellesi” di Fontespina, dove da lunedì 17 agosto, alle 20.30, prenderà il via un percorso completamente aperto alla partecipazione. Non servono esperienza teatrale, preparazione o ruoli prestabiliti: il laboratorio nasce proprio dalla volontà di mettere al centro le persone e le loro storie.
Per quattordici serate consecutive, per circa tre ore ogni sera, i partecipanti lavoreranno attraverso improvvisazione, ascolto, canto, movimento, esercizio psicofisico e ricerca delle storie. Sarà da questi elementi, e soprattutto dall’incontro tra le persone, che nascerà progressivamente la drammaturgia dello spettacolo finale.
È questa una delle caratteristiche più originali del Teatro della Comunità: non esiste un copione scritto in anticipo. La storia prende forma durante il percorso e ogni partecipante può diventare autore e interprete di ciò che verrà portato in scena.
A guidare il lavoro saranno Marco Di Stefano e la danzatrice e coreografa internazionale Tanya Khabarova, impegnata insieme al regista nella costruzione dei movimenti, delle azioni individuali e delle dinamiche corali.
Il progetto punta così a superare le tradizionali gerarchie del teatro. Non ci sono protagonisti scelti a tavolino: ciascuno può diventare protagonista, antagonista o parte del coro, contribuendo alla costruzione di un’opera nella quale il singolo e il gruppo sono strettamente legati.
«È la società ideale, quella che dovrebbe essere e non è – spiega Marco Di Stefano –: quattordici giorni per allenarci a partecipare, a lottare nella vita di tutti i giorni ed essere sempre più puntuali nell’affermare i diritti e i doveri di ogni singola persona nel mondo, al servizio della pace».
Il Teatro della Comunità non vuole essere soltanto un laboratorio artistico. Il percorso diventa anche un’occasione di incontro, integrazione, educazione civica e coesione sociale.
In un periodo nel quale isolamento e individualismo rischiano di allontanare le persone dalla vita della comunità, il progetto propone un’esperienza concreta basata sull’ascolto dell’altro, sulla collaborazione e sulla solidarietà.
Il teatro diventa così uno strumento per imparare a stare insieme, confrontarsi, riconoscere le differenze e trasformarle in una risorsa. Una vera palestra di partecipazione, nella quale ogni persona è chiamata a dare il proprio contributo.
La tappa di Civitanova si inserisce in un percorso ormai storico che ha portato il Teatro della Comunità in oltre venti Paesi, attraverso quarant’anni di attività.
Nelle Marche il progetto ha rappresentato il cuore del Festival Internazionale di Teatro e Cinema di Amandola, arrivato a 19 edizioni, e di Così vicino così lontano Macer-azione, a Macerata, che ha raggiunto 18 edizioni. Numerose sono state inoltre le esperienze realizzate in altri centri del territorio regionale.
Un rapporto consolidato anche grazie al sostegno delle amministrazioni locali e delle comunità che negli anni hanno scelto di credere nel progetto.
«Dobbiamo ringraziare l’amministrazione comunale di Civitanova Marche che da anni crede fermamente in questo progetto – sottolinea Di Stefano – e tutte le persone che in vari modi hanno contribuito al suo consolidamento e alla sua crescita, rendendolo un punto fermo del territorio».
Dopo due settimane di lavoro, incontri e prove, il percorso arriverà al momento conclusivo lunedì 31 agosto alle ore 21, quando ai giardini “Tonino Trovellesi” andrà in scena lo spettacolo finale.
L’ingresso sarà libero.
Sarà il momento in cui le tante storie incontrate durante il laboratorio, i gesti, le emozioni e il lavoro collettivo confluiranno in un’unica rappresentazione. Non semplicemente uno spettacolo da guardare, ma il risultato concreto di una comunità che avrà scelto di partecipare, raccontarsi e costruire insieme.





