IL RITORNO DI FRANCESCO LETTIERI A MACERATA, IL PIU’ VOTATO NELLA STORIA DI MUSICULTURA

lettieri

Sono passati ormai diversi mesi da quella magica sera d’estate, quando nell’elegante e suggestiva cornice dello Sferisterio di Macerata, tra le luci e la scenografia raffinata dell’ Arena venne proclamato il nuovo vincitore di Musicultura Edizione 2019: Francesco Lettieri. Ma giovedì 28 novembre ’19 il musicista, pianista e compositore di origine partenopea ritorna nella città dello Sferisterio, città che lui stesso, dice di “aver trovato un posto nel suo cuore”e con la quale sente di essere legato da un profondo sentimento di gratitudine.
Francesco capelli lunghi, sorriso timido e dolce invitato dal Direttore Amministrativo dell’UniMc Mario Giustozzi, tra musica e parole si racconta ai tanti giovani studenti che nella serata hanno affollato i banchi del Casb dell’ateneo di Macerata intervistato da Beatrice Guazzaroni e Nicola Meraviglia di Radio Rum, la radio ufficiale dell’Universita’. Da Franco Battisti , a Battiato a Samuele Bersani numerosi i brani proposti di cantautori italiani, testi intervallati dalle sue canzoni tra cui quella che lo ha visto vincitore assoluto allo Sferisterio la scorso giugno.
Francesco studioso di linguaggi jazz al Conservatorio di Napoli e compositore di testi ricercatissimi di alta qualità e di arrangiamenti complessi non nasconde di fronte ai coetani l’emozione quasi incredula, quello stupore genuino e autentico di chi si chiede se è proprio tutto vero e non appartiene solo ad un sogno ad occhi aperti, il successo riportato a Musicultura quando non solo viene decretato vincitore dell’ Edizione 2019 ma con il suo testo ” La mia nuova età ” risulta inoltre l’artista più votato nella storia di trent’anni del festival stesso e proprio per questo nell’occasione del suo ritorno a Macerata riceve dal Sindaco Carancini e dall’assessore Stefania Monteverde il Sigillo della città a ricordo del successo assoluto ma anche dell’affetto che che questo luogo testimonia per lui.
È un testo profondo quello che lo ha decretato vincitore sul palco di Musicultura, brano nel quale l’artista esorcizza la paura della perdita di un genitore riportando scene della sua quotidianità, dove il compositore riscopre una nuova consapevolezza di fronte alla vita e al mistero della morte riconoscendo la concreta possibilità che ” la vita non sia tutta qua’ ” su questa terra, in questa dimensione terrena. Profondi i suoi testi, lui che fa delle parole un lavoro artistico accurato, lui che proprio come uno scultore che attraverso lo scalpello e un lavoro attento e mirato realizza un’opera d’arte marmorea, lui, Francesco, attraverso una ricerca selezionata e raffinata seleziona le parole che poi con talento appassionato e straordinario sa far confluire in musica e poesia.
Così quando “le sue parole parlano” – ci spiega Francesco- accompagnate dal violino di Sara Manfredi – “ritornano a far sì che la musica ricopra quel ruolo di educatrice al pensiero critico e trasversale”. Già la musica deve toccare le corde dell’anima, e i suoi testi lo sanno fare con eleganza, sobrietà trasmettendo con forza emozioni e quella sensazione di benessere che solo l’attrazione verso il bello ha il potere di infondere. E soprattutto la musica deve essere un’occasione di confronto e di crescita, un motivo per riflettere, uno strumento di comunicazione e di analisi. Lo stesso Lettieri afferma che ” la stessa musica non può essere di qualità se costituisce solo un’ evasione.”
E così l’artista attraverso la sua arte si diverte , si emoziona ed emoziona le platee dei teatri che già in diverse città d’italia, in questi mesi gli hanno offerto premi e riconoscimenti.
Oso credere e immaginare che lì dove si manifesti un talento, in qualsiasi campo del sapere come lo scrivere, il suonare, il cantare, il dipingere, ecc, lì , esattamente lì, in quella dimensione del bello e dello straordianario c’è espressione divina e qualcosa di straordinariamente grande al punto da sembrare appunto irreale, oltre i limiti umani. Allora forse ha ragione Francesco a sostenere che ” la vita non è tutta qua’! ” e che possa esistere una dimensione divina ed immortale proprio come lo é l’arte e la bellezza.
L’augurio quindi, per l’artista partenopeo è che possa andare per le strade del mondo a diffondere la sua musica , e a continuare a riscuotere un gran meritato successo in modo da parlare ai giovani proprio come ha fatto giovedì scorso all’Universita’ di Macerata trasmettendo loro la passione, la capacità di scoprire un proprio talento, la possibilità di riflettere e soprattutto lo stimolo, la vitalità di non far mai morire i propri sogni, ma semmai di dargli corpo e spazio proprio come sta succedendo nella sua giovane vita.

Di Antonella Sglavo

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