IL GIRO D’ITALIA PER LA PACE. INTERVISTA AD ELISABETTA GIORGINI

Elisabetta Giorgini è consigliere comunale a Civitanova e delegata dal Comune sulle questioni della Pace


Che cos’è il Giro d’Italia per la Pace?

È un progetto itinerante e partecipativo che ha l’obiettivo di diffondere la cultura della pace e mobilitare le comunità locali contro la guerra. Quest’anno, anziché organizzare la tradizionale Marcia Perugia-Assisi, si è scelto di coinvolgere maggiormente i territori, trasformando ogni città in un “cantiere” e una “scuola di pace”: luoghi concreti in cui si studia, si pratica e si promuove quotidianamente la cultura della nonviolenza.

Il “Giro d’Italia per la Pace” nasce proprio con questa finalità: portare l’impegno per la pace in tutta Italia, coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni e istituzioni locali. L’iniziativa invita ad agire in modo concreto contro la guerra, il riarmo e le violazioni dei diritti, promuovendo invece i valori della democrazia, della giustizia e della cura delle persone e delle comunità.

Chi lo organizza?
Gli organizzatori sono gli stessi della Marcia Perugia-Assisi: la Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, le “Scuole per la Pace” e il Coordinamento Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani.

Va inoltre sottolineato che, dallo scorso anno, il Comune di Civitanova Marche, per volontà unanime del Consiglio comunale, ha aderito al Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Il Comitato Civitanova per la Pace ha poi sollecitato l’amministrazione a partecipare a questa importante iniziativa.

Con la delibera di Giunta n. 114 del 7 aprile 2026, il Comune ha ufficialmente aderito al “Giro d’Italia per la Pace”. Di conseguenza, anche la nostra città ospiterà una tappa di due giorni, prevista per il 15 e 16 maggio 2026, rappresentando un momento significativo di coinvolgimento per tutta la comunità. La sinergia messa in piedi tra il comitato “Civitanova per la Pace” (che raggruppa varie associazioni locali) e il Comune sta permettendo di coinvolgere scuole, associazioni, parrocchie e cittadini a partecipare attivamente e ci si auspica di colorare tutta la città con i colori della Pace.

Quali sono le iniziative della tappa a Civitanova Marche?

L’evento prevede innanzitutto l’accoglienza della “Lampada di Assisi”, simbolo del viaggio che attraverserà tutta l’Italia. Quest’anno, inoltre, ricorre l’ottavo centenario di San Francesco d’Assisi, figura profondamente legata ai valori di pace e fraternità.

Durante la tappa, la comunità cittadina sarà chiamata a offrire “doni” simbolici in nome della pace, con un coinvolgimento particolare delle scuole e delle realtà sociali che lavorano con i giovani.

Il 15 maggio si terrà un incontro con gli studenti della Scuola Ungaretti di Civitanova Alta, pensato come momento di riflessione e confronto.

Il 16 maggio, invece, si svolgerà una marcia cittadina (raduno alle ore 16:30 in Piazza XX Settembre) che attraverserà alcune vie del centro fino a raggiungere i Giardini Coltorti (area sud del Cinema Cecchetti).

La giornata si concluderà con letture, danze e canzoni, in gran parte curate da giovani della città, che offriranno le loro riflessioni e le loro speranze per un futuro fondato sulla pace, sulla solidarietà e sulla fratellanza.

Perché ritenete importante la partecipazione?

La partecipazione è fondamentale perché permette di dare voce a una convinzione sempre più urgente: la pace è l’unica strada possibile. Non possiamo accettare passivamente una cultura della guerra che sta occupando sempre più spazio nella vita quotidiana e nel dibattito pubblico.

Partecipare significa non rassegnarsi, ma trovare il coraggio, anche grazie alla forza del gruppo, di dire “no” alla logica bellicistica. In un momento storico come questo, non è più possibile restare a guardare: ognuno è chiamato a fare la propria parte.

Un ruolo particolarmente importante è quello dei giovani, che con la loro sensibilità, le loro parole e le loro azioni possono indicare nuove strade. Ascoltarli e coinvolgerli significa investire concretamente in un futuro diverso, basato sulla pace, sul dialogo e sulla responsabilità condivisa.


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