IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO E IL SILENZIO DELLO SPEAKERS’ CORNER

image

L’hanno chiesto, invocato con un fitto tam tam sulla rete, hanno chiamato a raccolta tutti gli iscritti convocandoli alla battaglia e invece di una corrida è stata una debacle. Alla prova della democrazia si è sgonfiato lo Speakers’ Corner. Non hanno retto il confronto gli urlatori del web, gli specialisti dell’insulto e della parolaccia. E’ bastato un contesto civile, un consiglio comunale aperto e disciplinato da regole che da sempre sono sempre le stesse, è bastato impostare il dibattito su idee e proposte per sfrattare il populismo, e il razzismo, di cui certa rete si nutre ogni giorno e zittire le bocche da fuoco che dietro il computer sono tanto attive quanto mute sono state l’altra sera. E dire che la serata offriva loro un’occasione unica per cantargliele finalmente in faccia agli amministratori comunali, per affrontare a viso aperto quelli che da dietro le tastiere ogni giorno insultano e dimostrarsi uomini, mica – direbbe Sciascia – “ominicchi e quaquaraqua”. Macché! Tutti zitti. Eppure s’erano iscritti a parlare alcuni degli esponenti più in vista del gruppo e in aula c’erano le loro truppe schierate per dar man forte, ma dei relatori dello Speakers’ non è pervenuta traccia. Ma, mantenendo fede allo stile di cecchini, mentre il loro silenzio rimbombava in aula era invece frenetico il tic tac degli Speakerini sulle tastiere dei pc da casa o degli smartphone da cui insultavano tutti, perfino don Vinicio Albanesi. E’ stata questa la loro Caporetto, una ritirata su tutti i fronti poi giustificata con la scusa di un silenzio di protesta perché la sala era troppo piccola, perché non a tutti era stato permesso di entrare. Le scuse non sono mancate, in vero patetiche visto che alla fine sono stati fatti entrare tutti. Uno solo, dello Speakers’, è rimasto fuori dall’aula: il coraggio

3 Responses

  1. Paolo Sabatini ha detto:

    Carissimo scrittore, la farò contenta e magari avrà qualche cliccata su questo giornale (il suo compenso è per ogni articolo o per ogni clik?), sappia dapprima che sta scrivendo dietro ad una tastiera e non puoi colpevolizzare chi lo fa dato che anche lei lo sta facendo.
    Le scrivo con l’ordine con la quale ha creato l’articolo.
    Nessuno ha chiamato a raccolta nessuno, c’era un consiglio comunale ed è stato creato un post ad hoc per mettere a conoscenza coloro che avevano apposto la loro firma riguardo la richiesta di ripristino dell’ordinanza antiaccattonaggio.
    All’inizio della serata sono rimasto sotto e so che ha parlato quel tipo che abbiamo incontrato nel suo ufficio (nostro, dato che è di tutti i cittadini e che glielo cedono in uso per 5 anni) e che lo stesso mentre Fernanda Recchi spiegava i motivi della raccolta firme è stato impegnato in una telefonata con Nostro Signore, terminata la presentazione della Recchi ho preso la parola ed a quel punto si è alzato per andarsene dicendo che avrebbe indetto un consiglio comunale “aperto”, mentre se ne andava la Recchi ha ricordato lui che eravamo lì per consegnare le copie delle firme raccolte fino a quel giorno, è tornato indietro dicendo questa frase: arrivederci.
    Questo per presentare colui che chiamate sindaco dei cittadini civitanovesi, io da questa persona non mi sento alquanto rappresentato.
    Il consiglio comunale lo ha indetto l’amministrazione ed i cittadini non l’hanno chiesto, ma avendo solo questo siamo intervenuti alla serata.
    La sera del consiglio non sono potuto entrare, sono entrato solo quando su mia insistenza con i vigili messi li a mo di buttafuori mi hanno fatto entrare chiedendo ai presenti chi avesse parlato fino a quel momento e che cosa avessero detto, ma un shhhhhh ha fermato la spiegazione.
    Hanno dato la parola a Fernanda Recchi, la quale ha chiesto di intervenire dopo che l’amministrazione avesse portato qualche proposta su cui dibattere, ma le è stato detto che avrebbero concesso una risposta dopo gli interventi di altri (lei ha accettato di parlare controvoglia ma lo ha fatto.
    In Democrazia, in un dibattito ci dovrebbe essere un confronto, non solo dare la possibilità di esporre le motivazioni, ma essendo stata solamente una conferenza la replica non è stata fatta.
    Il contesto civile a cui si riferisce era riferito al p.d.c. che comandava quando applaudire e a chi, se lasciar continuare l’applauso o no ? vorrei poi sapere quali sono state l’idee dell’amministrazione su cui si è basata la serata, forse sui dati dallo psicologo? quando diceva che i dati dei giornalisti sono sempre gonfiati e quelli delle forze dell’ordine invece ridotti, essendo giornalista probabile che lei stia gonfiando questo articolo. Oltretutto prima di parlare di razzismo si informi sul significato della parola stessa e si informi su cosa significa essere uomini senza fare riferimenti a nessuno scrittore, attore o altro…..scriva con parole sue; non faccia neanche riferimenti a politici locali con la parola Caporetto che mi viene solamente da rigurgitare ; proseguo nel dire che se pensa che abbia paura di un confronto dialettico in italiano o anche in dialetto sta candendo in un baratro interminabile; oppure le lascio la seconda opzione che le esplicito qui di seguito: pensi ciò che vuole, pensi pure ciò che vuole, aggiungo anche che temo il confronto con tutti e ho una carenza di coraggio da far paura. Non le risponderò in seguito a nessun’altra faccenduola, nulla le debbo. adieu

  2. GIUSEPPE GIULIANI ha detto:

    Io c’ero e ho parlato e ho dato voce alla realtà più evidente. Senza razzismo, populismo e falsità politiche..non cerco nè gloria nè voti.
    Ma, in tutta sincerità, se avessi saputo che c’erano delle persone indagate, con obbligo di firma e procedimenti penali pendenti, io, che ho fatto della legalità un principio fondamentale della mia esistenza e del mio impegno civico e civile, io me ne sarei andato, SI, ma non urlando…DI PIU’…come hanno osato i Signori AMMINISTRATORI di quest’Amministrazione DEMOCRATICA mescolare le sorti di rispettabili cittadini con dei personaggi che bruciano auto con INSEGNE ISTITUZIONALI e si nascondono dietro un singulto DEMOCRATICO FITTIZIO. E qui mi fermo altrimenti verrei tacciato di razzismo, populismo e quant’altro dal signore che ha DEMOCRATICAMENTE compreso tutto cioò che si sta consumando a Civitanova…poveri noi che di democrazia moriremo.

  3. simone paci ha detto:

    Comunque, l’incorruttibile e il virtuoso, si chiamava Robespierre

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *