I CONTI DELLA DESTRA, IL PRIMO BILANCIO DI CIARAPICA FA RIMA CON UN AUMENTO DELLA TASSAZIONE

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Il primo bilancio dell’era Ciarapica è quello che introduce l’imposta di soggiorno, che non applica la riduzione delle tariffe come promesso in campagna elettorale, che taglia risorse al turismo e alla sicurezza. E’ quello delle tasse il ventre molle su cui la destra, messa alla prova del preventivo 2018, ha subito gli assalti un po’ da tutte le parti, costretta a rimangiarsi gli annunci acchiappa voti per ritrovarsi, otto mesi dopo l’ingresso a Palazzo Sforza da anti casta a paladina delle tasse. Alle 4 del mattino è stato approvato il bilancio 2018 in cui non c’è un solo euro di riduzione della pressione fiscale sui cittadini. Con un introito maggiore dell’addizionale Irpef di 200 mila euro, un risparmio derivante dall’eliminazione del micro chip dai sacchetti dei rifiuti, uno storno di 130 mila euro da parte del Cosmari, per citare solo alcune voci, la destra si trova un gruzzolo di almeno mezzo milione di euro che, invece di utilizzare per attuare una politica di riduzione delle tariffe, trattiene per ingrossare la spesa. L’imposta di soggiorno è diventata il simbolo di questo bilancio. La destra vara la tassa sul turismo in un bilancio, un euro per ogni giornata di presenza in città, e prevede di incassare 100 mila euro l’anno. Si pagherà dal primo ottobre e il provvedimento entra in vigore con gli operatori dell’accoglienza e i commercianti contrari. Fatta eccezione per il no di Sergio Marzetti (Liberamente), tutta la destra si impegnata per far passare il provvedimento, che va in porto soprattutto grazie a Fratelli d’Italia, con i due consiglieri Francesco Caldaroni e Maria Cristina Ruffini che dopo essersi dichiarati contrari si sono astenuti consentendo al provvedimento di superare lo scoglio del voto. Con 10 si, 9 no (tutta l’opposizione più Marzetti) e tre astensioni (Fratelli d’Italia e il civico Costantino Cavallo) Civitanova entra tra quei comuni che tasseranno il turista, scelta che invece non hanno fatto i vicini Porto Sant’Elpidio e Porto Potenza. Dopo le dichiarazioni di appoggio alla tassa di soggiorno, pronunciate da leghisti, forzisti, (in silenzi per tutto il consiglio l’assessore al turismo)sono arrivate le bordate. “State esaltando la tassazione – ha esordito Giulio Silenzi (Pd) – e con la cultura delle tasse state cercando di risolvere i problemi. Ci avete provato con le zone blu, adesso arriva la tassa di soggiorno”. Attacca sventolando ironicamente il manifesto elettorale con cui la destra annunciava il calo delle tasse. “Civitanova – ha detto – avrebbe dovuto essere valorizzata come città libera dalla tassa di soggiorno e invece la verità è che al settore turismo avete tagliato 84.000 mila euro e per accontentare l’assessore forte di questa giunta, la Gabellieri, tassate i turisti”. Stefano Mei (M5S) ha messo in guardia la giunta “da un provvedimento che va a ricadere su un settore già in difficoltà e poi non c’è nemmeno un progetto a cui destinare questa somma”. Pure l’ex sindaco Corvatta ha giocato con le promesse elettorali di Ciarapica e con il cellulare ha irradiato in aula consiliare un video messaggio in cui prima delle elezioni amministrative Ciarapica annunciava il calo delle tasse. Ma, il momento cult è arrivato quando i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno pronunciato una appassionata filippica contro la tassa prima per poi astenersi al voto, consentendo al provvedimento di passare, comportamento che ha rovesciato su di loro la delusione degli operatori alberghieri presenti in sala, tutti contrari alla tassa, e per niente convinti dalle rassicurazioni di Pizzicara e Baioni sul fatto “di coinvolgere gli operatori per decidere insieme come utilizzare gli introiti dell’imoosta”. La questione tasse è stata il ventre molle della destra, infilzata da tutte le forze di opposizione per la mancata attuazione della promessa principe della campagna elettorale. Tutti i tributi e tutte le tariffe, comprese quelle a domanda individuale (asili, mense, costo uso degli impianti sportivi, ecc) non solo calati di un solo centesimo di euro. E sulla sicurezza, altro cavallo di battaglia della destra, sono diminuite le risorse 2018 rispetto all’anno scorso. Cifre e accuse rovesciate sul sindaco e sulla sua maggioranza in una seduta che ha vissuto anche momenti di scontro verbale violento provocati dalla conduzione incerta e parziale dei lavori da parte del presidente del consiglio Claudio Morresi. Alle quattro del mattino, dopo sette ore di dibattito, il bilancio di previsione e la tassa di soggiorno vengono approvato con i soli voti della destra. È un bilancio che muove circa 74 milioni di euro. “Siamo orgogliosi per le scelte fatte sulla riorganizzazione del personale per incrementare la qualità e la quantità dei servizi ai cittadini. Nel 2018 sono previste 24 assunzioni” ha sintetizzato il sindaco leggendo una relazione sui conti del 2018 in cui 10 milioni arriveranno dall’Imu, 7 dalla Tari, 1.100.00 euro dalla tassa sulla pubblicità, 4 milioni dall’addizionale Irpef e circa un milione è la previsione di introiti dal recupero dei tributi evasi. Quanto alle opere pubbliche, la riqualificazione del lungomare nord è slittata e non sono state fornite notizie in aula circa l’iter dei lavori per la rotatoria della superstrada. “Un bilancio senza nessuna discontinuità con quello della amministrazione precedente”. Così il grillino Mei ha definito i conti di Ciarapica. “Avete fatto una sorta di compitino –ha rincarato Silenzi – e dopo tutta quella propaganda elettorale, portate in aula un bilancio che non riduce le tasse, non riducete neanche la Tari che e’ stata sempre ridotta negli ultimi tre anni,anzi ne aggiunge una con l’aggravante che avete ricevuto in eredità conti risanati che vi mettevano nelle condizioni di attuare un abbassamento delle tariffe, seppur minimo, perché di addizionale Irpef andrete ad incassare 200 mila euro in più e invece di restituirli ai cittadini abbassando l’aliquota avete scelto di non farlo. Avete rotto il patto elettorale con la città”.

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