GLI SCANNATI

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C’è atmosfera frizzante a Palazzo Sforza. Di più: effervescente. E non è la primavera. Sono tutti un po’ su di giri e, nei ranghi della destra, capita di assistere a consiglieri comunali che si dimettono perché non sopportano più gli scalatori di poltrone, che agli alleati urlano in faccia che non si fanno ricattare, oppure che votano contro il sindaco. Durante l’ultima seduta consiliare si sono insultati e scannati per benino. Una bella baraonda come non se ne vedevano da anni e monta la curiosità sul perché e il percome. La spiegazione pare sia nella diffusione di una sostanza molto in voga in città, la scannabis light. Il principio attivo provoca turbamenti soprattutto all’umore dei politici e trasforma gli yes man in soggetti agitati e rissosi, tendenti allo scannamento. Panico a Palazzo Sforza dove gli effetti sono palesi. La caciara preoccupa Ciarapica che, invocando legalità e ordine pubblico, ha inviato un Sos al ministro dell’Inferno, Matteo Selfini, perché li chiudesse a Civitanova gli spacci di scannabis, così da tornare al vecchio, e caro, votificio consiliare. E il ministro, tra un selfie con gentiluomini di Casa Pound e uno mentre azzanna un panino alla porchetta, è piombato in città per mettere i sigilli alle attività di vendita della scannabis light. Il tempo di una foto trionfante davanti ai negozi chiusi insieme a politicanti, commendatori, nani, ballerine e peones, che giubilanti hanno osannato il Signore leghista, e poi via di corsa stando bene attento ad evitare i paesi terremotati, dove lo aspettavano per fare il bilancio delle promesse di ricostruzione, ma da quella gente non è andato. Selfini ha girato alla larga, non solo perché lì la scannabis light non è molto diffusa (vanno più di ciauscolo), ma perché gli hanno spiegato che da quelle parti i ministri fanfaroni rischiano di essere spernacchiati. E scannati.
Di Robespierre

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