GIOBBE COVATTA E MAURIZIO BLASI, DUE INTERVENTI CHE HANNO SCALDATO LA PLATEA ALL’INIZIATIVA DI MANGIALARDI E BONACCINI

Oltre agli apporti di Maurizio Mangialardi e del presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, entrambi di rilevante importanza politico-amministrativa, la bella serata al Varco sul Mare ha avuto in Giobbe Covatta e nel giornalista della RAI Maurizio Blasi, nell’avvio del riuscito incontro, due piacevoli personaggi.
L’attore pugliese è stato all’altezza della sua prorompente comicità, con riflessioni anche politiche, come nella considerazione che “l’Italia – ha detto – non è un Paese fascista, ma ce ne sono tanti e il virus 22,43 non si e’ trovato il vaccino, suscitando l’ilarità delle persone. Poi ha ammesso che i comici non danno risposte ma fanno domande ma qualcuno si e’ messo a dare risposte e sapete come e’ finita poi? -riferendosi alla situazione della politica – ha ritenuto che un altro virus pericoloso da combattere è quello della “superficialità e ignoranza di molti”.
Il giornalista Blasi ha fatto, invece, il racconto emozionante della vita dell’antifascista Lauro De Bosis, di famiglia anconetana, che la sera del 3 ottobre 1931, dopo poche ore di lezioni aviatorie, sorvolò Roma con un apparecchio malandato e lasciò cadere 400.000 volantini nei quali era riportato un appello al Re e al popolo italiano di ribellarsi contro la dittatura fascista che stava avvelenando tutta la nazione. Fu un volo che si concluse in modo tragico in quanto, finito il carburante, l’aereo scomparve nel Tirreno, sembra vicino all’isola d’Elba, e non fu mai ritrovato.
Blasi ha accennato anche alla morte della moglie dell’eroico De Bosis, Ruth Draper, attrice statunitense, che alla sua morte si fece cremare e le sue ceneri furono lasciate cadere nel mare corsico “per essere vicino al marito”. Dal giornalista della Rai l’invito ad andare a votare, “che si può essere di destra – ha accennato – ma si può essere antifascisti” e ancora “che il fascismo – come ha detto De Bosis – si batte con la ragione”.
In un momento di così forte tensione politica, un ricordo che suscita un profondo impegno di tenerezza.
di Vittorio De Seriis

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