FURTI IN ABITAZIONE, SGOMINATA BANDA. ASSALTI TRA MARCHE E ABRUZZO

Agenti delle squadre mobili di Ascoli Piceno e Teramo stanno eseguendo 11 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip ascolano Giuliana Filippello a carico di altrettanti albanesi.
L’indagine, coordinata dal pm Mara Flaiani, ha smantellato una vasta
organizzazione malavitosa che avrebbe compiuto numerosi assalti
in abitazioni nelle Marche e in Abruzzo, in particolare nelle
province di Ascoli, Fermo, Chieti e Teramo. Associazione a
delinquere finalizzata a furti e rapine e’ il reato per cui
procede la magistratura ascolana; alla banda viene infatti
contestata anche una rapina commessa a Porto San Giorgio. Tra
gli elementi di accusa anche filmati di telecamere di sicurezza
che hanno ripreso alcuni degli indagati nell’atto di entrare e
uscire dalle abitazioni.
Nelle prime ore di questa mattina la squadra mobile di Ascoli Piceno ha arrestato Cela Roland, 33 anni, e Leka Aleks di 29, mentre quella di Teramo ha arrestato Pjetri Bernard, 26 anni. Ancora in corso, in tutta Italia, le ricerche degli altri componenti della banda. Ad essa vengono attribuiti 12 furti in abitazione e di un’auto, una rapina e la ricettazione di tre auto. Una parte ingente della refurtiva è stata recuperata. Roland, considerato il capo dell’organizzazione – è stato detto in una conferenza stampa tenuta dal capo della squadra mobile di Ascoli Roberto Di Benedetto -, è noto per il suo coraggio e la sua bravura nella guida delle auto rubate, disposto a manovre di qualsiasi genere pur di sfuggire alla cattura. Il modus operandi del gruppo era quello di usare un’auto ‘pulita’ per fare i sopralluoghi alle abitazioni e, poi, quando cominciava a farsi buio, prendere le auto rubate per fare i raid. I proventi dei furti venivano in parte utilizzati per dare assistenza economica ai componenti della banda che finivano in carcere, come in una sorta di società di mutuo soccorso, in parte venivano spesi per vacanze in resort lussuosi di località turistiche. Particolare curioso, nel corso delle innumerevoli conversazioni intercettate sono state captate frasi come: “sono al lavoro”, o “sto lavorando”, mentre i ladri si trovavano sul luogo dei furti.

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