FRANCO ARMINIO: “LA POESIA OGGI NIENTE DI PIÙ NECESSARIO”

“La prima cosa da fare è parteggiare per le colline, per i cani, per i baci, parteggiare per le albe, per chi cammina, riunirsi per leggere un libro, per sentire un suonatore di fisarmonica, per zappare, per raccogliere l’uva di una vigna. Ecco le assemblee del nuovo secolo…in fondo la nostra è una guerra partigiana. Si tratta di resistere al nemico comune che possiamo chiamare denaro”.
Un pensiero sopra le righe, una voce fuori dal coro quella del poeta ” paesologo” Franco Arminio che ieri sera scuote le anime dei numerosi presenti nella sala consiliare di Montegranaro , in uno degli ultimi incontri della decima edizione della rassegna intitolata ” Non a voce sola”.
Una poesia proposta con tono ironico e scherzoso, ma pungente e spietata, proprio come la verità! La poesia, regina indiscussa della serata, la stessa che calata nell’attuale realtà diventa tutt’altro che inutile e velleitaria. Semmai indispensabile, terapeutica, necessaria come l’aria che respiriamo.!
Per Arminio ” molti non si comportano da vivi” in un mondo dove il poeta ne scorge le infinite fragilità in un’epoca sospesa tra infinite solitudini individuali: troppa gente” tecnologicamente social” ma lontana dalla natura, dai paesaggi, dalle persone stesse e da una comunicazione spontanea, autentica, espressiva, emozionale e non solo verbale.
Perfino in quei luoghi dove un tempo succedeva in maniera del tutto spontanea di parlarsi, di conoscersi, di confrontarsi oggi ognuno è solo col suo telefonino.
” Pensiamo al treno” – incalza il poeta-” mi sono rassegnato a non parlare con nessuno salendo su un treno!.”
Eppure quel mezzo per viaggiare rappresentava meglio di qualunque altro la metafora della vita: su di un treno c’è chi sale, c’è chi scende, c’è chi resta fino alla fine, c’è chi ci accompagna solo per poco tempo.
Di certo anni fa’ ,nei vagoni dei treni le persone si scambiavano opinioni ed idee, stati d’animo, appunti , frammenti di esistenze. Oggi non è più così!
Eppure Arminio ce lo ricorda nei suoi versi che : ” Per rinascere dobbiamo incontrarci. Nascere non e’ bastato mai a nessuno.”
La poesia dunque diventa oggi uno stile di vita e non più cosa da relegare agli idealisti , ai sognatori, ai nostalgici di studi classici o di filosofia.
È uno sguardo diverso sul mondo che ha bisogno di ritrovare un’anima, di ritrovare gratitudine verso qualcuno, attenzione per chi cade e resta indietro, meraviglia per i colori di un tramonto, necessità di parlare con un anziano e di abbracciarlo perché c’é un ‘ altra epoca , c’è saggezza, c’è un altro tempo negli occhi di un vecchio!
Eppure Arminio che denuncia palesi e sconcertanti verità sui giorni moderni, lascia il pubblico con un messaggio pieno di speranza , che ha il sapore di una poetica profezia: “l’umanità si è ammalata ma sta per guarire!” “Ci attenderà una rinascita collettiva che investirà tutti anche quelli che con la fretta nel correre dietro il denaro, il potere, la competizione spietata e moderna non si comportano da vivi!”
“C’è un gran bisogno di bellezza e il rivoluzionario oggi è colui che decellera piuttosto che che accelera, colui che toglie piuttosto che aggiunge!”.
Non ho certezze assolute che il mondo possa migliorare ma io come Arminio sono certa che le persone semplici, comuni, le persone oneste ogni giorno nel loro piccolo possono provare a renderlo un luogo migliore perché si’ , in fondo anche la poesia del grande De Andrè ci ricorda che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono fiori.”
Oggi è questa la moderna Resistenza: resistere all’odio, alla brutalità, al razzismo, all’inciviltà, alla produttività quando spietata e disumana e tendere alla cultura, all’arte, alla poesia, alla natura, oggi più che mai le uniche armi rivoluzionare per migliorarci e migliorare il mondo dentro e fuori di noi.
Antonella Sglavo

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