FIERA COVID, SILENZI “UN OSPEDALE PERMANENTE IN QUEL LUOGO NON HA UNA LOGICA”

“Ero favorevole, nel momento dell’emergenza bisognava dare una risposta urgente al bisogno di terapie intensive. Le persone rischiavano di non avere una cura. Era giusto che Civitanova, in quel momento, desse il suo contributo dopo che la Regione scarto’ la possibilità della nave e del Palas di Ancona”. Durante le sue dirette facebook, ripercorre le tappe che hanno portato alla trasformazione della fiera di Civitanova in un centro Covid il capogruppo Pd Giulio Silenzi, un progetto che in poche settimane ha cambiato finalità e tempistiche. “In quel momento si parlava solo ed esclusivamente di un ospedale temporaneo, così fu presentato dal Presidente Ceriscioli. Poi si è continuato a parlare di ospedale urgente temporaneo tanto che Ciarapics il 17 aprile in consiglio comunale, nelle sue narrazioni menzognere, ci ha detto che il 31 luglio avrebbero smantellato tutto. Ora, dai giornali, dai mass media si parla invece di ospedale permanente”. Silenzi contesta che il consiglio comunale non è stato coinvolto, anzi è stato completamente bypassato. “Se si da una fiera, se si stravolgono delle opere pubbliche in modo permanente, ma anche fosse solo per un anno – precisa il consigliere – è l’assise comunale che deve dare l’indirizzo, che deve deliberare. Invece i consiglieri di maggioranza, gli unici interpellati, hanno dato il loro consenso con un messaggino sul cellulare come ha sostenuto il Sindaco. Solo nelle dittature uno decide per tutti e i consigli non contano assolutamente nulla. È chiara la violazione della legge ma a Civitanova con il duo Ciarapica/Morosi tutto è possibile.”
Tornando al merito, Silenzi esprime perplessità sulla struttura che sta prendendo vita, “perché o è in funzione dell’emergenza covid e pertanto a scadenza (finirà pure questa emergenza) così come era stato detto da tutti o se parliamo di una struttura permanente, tecnologicamente avanzata, cambiano radicalmente i termini della questione. Un ospedale permanente in quel luogo non ha una logica. Da una parte c’è il palas, dove gioca la squadra campione del mondo, campione d’Italia, campione d’Europa che ad ogni incontro richiama migliaia di persone. Dall’altra c’è un centro commerciale che totalizza circa 300/400 mila accessi al mese.
Va anche ricordato che si è ripetuto di frequente che tutto il materiale tecnologico sarebbe stato trasportato e riutilizzato altrove ma evidentemente se fosse vera la volontà della permanenza erano argomenti ingannevoli.”

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