Un concerto intenso, essenziale e carico di emozioni quello regalato da Dimartino al Colle dell’Infinito di Recanati, protagonista del nuovo appuntamento di Lunaria, la rassegna estiva di Musicultura organizzata con il Comune di Recanati. Per la prima volta il suggestivo luogo leopardiano si è trasformato in un palcoscenico, offrendo al pubblico una serata in cui musica, poesia e memoria si sono intrecciate in modo naturale.
«È una grande emozione ed un onore per me suonare in questo luogo dove Giacomo Leopardi ha cambiato le sorti della poesia moderna», ha detto il cantautore palermitano aprendo il concerto, accompagnato alla chitarra da Fabrizio Cammarata.
La performance, costruita in una raffinata veste acustica, ha conquistato fin dalle prime note il pubblico. L’apertura è stata affidata a L’oro del fiume, brano che anticipa il nuovo album L’improbabile piena dell’Oreto, seguita da Come una guerra la primavera, delineando subito il tono di uno spettacolo intimo, fatto di racconti personali e canzoni capaci di alternare delicatezza e profondità.
Nel corso della serata Dimartino ha ripercorso alcuni momenti significativi della propria carriera, ricordando il viaggio in Messico con Cammarata e il progetto dedicato alla grande Chavela Vargas, da cui è nata Non tornerò. Tra i momenti più intensi anche Meravigliosa incoscienza, introdotta dal racconto del mostro immaginario dell’infanzia, “u sugghio”, simbolo delle paure trasformate in musica.
Applausi anche per i brani del nuovo album, tra cui Il fluire degli argini e Agua, ¿dónde vas?, omaggio a Federico García Lorca, oltre a Giorni buoni, Daniela ballava la samba, Non son di qui e non son di là, I calendari e Gusci vuoti, eseguiti in un percorso musicale coerente e coinvolgente.
Il concerto si è concluso con Feste comandate, accolta dai cori del pubblico, prima dei bis con Ci diamo un bacio, Mare dolce, Io non parlo mai e Cercasi anima, canzone che lo stesso Dimartino ha definito quella che ha segnato l’inizio del suo percorso artistico.
Una serata di grande intensità che ha confermato la vocazione di Lunaria a valorizzare luoghi simbolici attraverso la musica d’autore. La rassegna proseguirà il 29 luglio in Piazza Leopardi con il concerto dei Tiromancino e l’11 settembre al Castello di Montefiore con Claudio Covato, vincitore di Musicultura 2026, insieme agli XGIOVE.






