DA PREDAPPIO A PADRE PIO…LA CONVERSIONE DI UN EX FASCISTA

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Da Predappio a Padre Pio, la conversione di un ex fascista. Sarebbe un magnifico trattato sull’arte del voltagabbana (a proposito, chapeau al Volpe e Gabbana della geniale ironia di kleos) e invece è la parabola di un ex balilla che più veloce della fuga di Mussolini travestito da tedesco e più rapido dei cambi di casacca post 8 settembre del ’43, si è liberato di souvenir del duce, fez e orbace. Dopo le attenzioni di Procura e del datore di lavoro Asur, anche il suo profilo Facebook ha perso la baldanzosa carica di giovinezza giovinezza e adesso suona una mesta ritirata. Dal braccio teso alla testa china, e’ un attimo. E allora: il tatuaggio della decima Mas? Ma no, e’ il simbolo di una confraternita medioevale che si occupava di botanica. L’aquila del Reich? Macché, è il pappagallo di Portobello. Io fascista? Mai stato. La visita alla tomba di Mussolini? Un equivoco. Mi hanno detto andiamo a Predappio, io ho capito andiamo da Padre Pio e sono salito sul pullman. Gli insulti al Papa? Mi hanno hackerato il profilo Facebook. Quelli alle donne? Era per creare una discussione. Leggerezze e goliardate, dicono i suoi alleati che ormai mandano giù tutto senza nemmeno bisogno dell’olio di ricino. Che stravaganti quelli a cui, invece, tanto goliardici non sono sembrati i volgari insulti a mezzo mondo seguiti da scuse rabberciate e clamorose abiure. Pure le telecamere di Striscia la Notizia e i microfoni della Zanzara si sono scomodati per raccontare queste leggerezze. E dopo le ultime giravolte, per Fausto Troiani e’ ora in previsione una ospitata nella famosa trasmissione di Radio 2: Il ruggito del coniglio.
Di Robespierre

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