COVID ALLA FIERA. CAMBIA LA FINALITÀ

“Serve una struttura esterna perché dobbiamo cominciare a liberare qualche ospedale dai pazienti Covid e rispondere al fabbisogno generale di pazienti con patologie ordinarie, che non sono scomparsi”.
È la recente dichiarazione del presidente Ceriscioli che aggiusta il tiro ed evidenzia il cambiamento di finalità in merito alla struttura di rianimazione che vedrà la luce alla fiera di Civitanova, la cui realizzazione è ancora in fase iniziale per via di alcuni aspetti burocratici che comunque si stanno risolvendo.
“Abbiamo già 2,5 milioni di donazioni dirette sul conto della Fondazione – ci informa il presidente – più quasi 6 milioni in forniture di tecnologie e impianti”. Il costo previsto per l’intero allestimento è di 12 milioni, nel caso non dovessero essere raggiunti tutti subito, l’allestimento procederà per moduli funzionali proprio in relazione alle risorse acquisite.
Interviene sul progetto anche il dottor Giuseppe Tappatà, primario di rianimazione dell’ospedale di Macerata, a cui è stato affidato il compito coordinare le operazioni di scelta e di installazione delle apparecchiature specialistiche proprio per il progetto nella fiera civitanovese che dichiara: “Con l’operazione Civitanova possiamo restituire ai reparti la loro funzione originaria, riprendendo la normale attività, e possiamo sempre essere sicuri quanto a disponibilità di posti letto, visto che c’è sempre il rischio di una ricaduta”.
Sulle polemiche e le perplessità espresse nei giorni scorsi da più fronti sul progetto si inserisce anche il capogruppo regionale del Pd Francesco Micucci che innanzitutto conferma che la raccolta fondi sta dando un riscontro positivo e ci si sta avvicinando alla cifra necessaria e osserva: “Credo che troppe polemiche fuori luogo abbiano frenato il progetto all’inizio. Appena inizieranno i lavori qualcosa comincerà a muoversi, chi ha dubbi li supererà”.

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