#COSECHESIDICONO…TOP SECRET

Sai tenere un segreto? A questa domanda chi di noi risponderebbe di no! Potremmo anche non possedere una naturale propensione alla curiosità, ma subito sorgerebbe spontanea: l’altro sa qualcosa che noi non sappiamo. E chi fa la domanda non aspetta quasi mai la risposta, tanto è forte il bisogno umano di condividere, seppur qualcosa di scomodo. Che senso ha tenere un segreto se non si prova la sensazione inebriante di essere scoperti o il piacere di raccontarlo a qualcuno? Non si gioca da soli con i segreti, bisogna essere almeno in due, con tutti i rischi che comporta. Si instaura un rapporto di fiducia e di intimità nel condividere un segreto. Ma non è facile mantenerlo, è vero. Se si è promesso a qualcuno, che ha avuto fiducia di noi, di non svelarlo, è necessario essere leali con l’altro e con se stessi, rammentandosi sempre il motivo della segretezza.
“Due volte sciocco colui che svelando un segreto a un altro gli chiede di non farne parola con nessuno” sostiene De Cervantes. Ma è un rischio che non si può non correre.
Quattro giovani al tavolo, uno fa: “Ti svelo un segreto, loro due già lo sanno…” E da quel momento il segreto si è propagato a tutto il locale!
Sarò leale non riferirò, perché la nostra vita è costellata di segreti malgrado la società si professi sempre più trasparente. Il lecito segreto professionale degli avvocati, medici, psicologi, banchieri, sacerdoti. Quello della politica delle stanze dei bottoni, delle comunicazioni confidenziali, delle riunioni di caminetto. I segreti dei grandi cuochi che possono far diventare una comune ricetta un piatto da leccarsi i baffi. Quelli degli industriali che scatenano lo spionaggio e quelli militari che fanno perdurare la guerra fredda. I segreti di bellezza della nonna a cui ci si affida per affetto e i segreti di Pulcinella!
Alcuni segreti, è giusto ricordare, non dovrebbero essere tenuti e non si dovrebbe avere timore a rivelarli e penso a casi di bullismo tra i più giovani, di abusi, di ingiustizie, di discriminazioni, di episodi illegali di cui si viene a conoscenza. L’acqua in bocca qui non vale.
Anche i social si sono allineati a questa esigenza e dallo scorso anno in America è disponibile l’applicazione “Secret” che permette di condividere in modo anonimo i propri segreti.
Sullo stile di facebook si possono leggere messaggi di chi ha appena tradito il proprio compagno, o di chi ha evaso le tasse. Il gioco sta nell’indovinare quale dei propri amici è l’autore del segreto.
Vedremo quanto resisterà, se non è top secret.

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