#COSECHESIDICONO… TANTO TORNO SUBITO

Noi e la macchina. Le ultime ricerche di mercato ci informano che non rappresenta più l’evidenza della nostra condizione sociale, il biglietto da visita con cui siamo soliti presentarci. Il sociologo Vanni Codeluppi definisce questa tendenza “una perdita del ruolo identitario dell’automobile”, soprattutto da parte delle nuove generazioni che ritengono l’auto un mezzo non ecologico e dispendioso e quindi fanno un maggior uso di mezzi pubblici, almeno nelle grandi città. A questo va aggiunto che i giovani, sempre più connessi, non sentono la necessità di spostarsi fisicamente, possono entrare in contatto tra loro attraverso altri strumenti tecnologici.

Questo cambiamento nelle nostre piccole città di provincia non è ancora così evidente, tanto che le strade ancora pullulano di auto che sembrano bus e invadono doppi parcheggi, o ostruiscono gli storici e piccoli vicoli dei borghi, o capita ancora di frequente di sentire il rombo del motore di qualche Ferrari o Lamborghini in libera uscita domenicale.

I filosofi quando uscì la Fiat Uno citarono Plotino per sottolinearne il significato anche simbolico: l’Uno è Tutto e si contrappone al Molteplice. Quando siamo in macchina ci sentiamo padroni del mondo, diventiamo aggressivi, arroganti, spavaldi, ci illudiamo di essere più forti perché protetti da quella scatola di metallo. Lanciamo insulti, maledizioni e ci concediamo il lusso di trasgredire in modo contagioso.

Si sosta in luogo vietato e quando va bene si mettono le 4 frecce, si pensa che tanto non darà fastidio, che in quel tratto non passa nessuno, che se è parcheggio riservato ai disabili tanto non verranno, che se è parcheggio riservato alle moto tanto trovano posto altrove, che se la metto di traverso sopra il marciapiede chi cammina passerà a sua volta di traverso, che se la metto sopra le strisce pedonali i pedoni passeranno o davanti o dietro, tanto vanno a piedi, che si tornerà subito subito subito e intanto si chiude l’uscita a un’altra macchina. Chi di noi non ha fatto almeno una volta una di queste scorrettezze o trasgressioni?

Quando siamo noi a subirle però diventiamo minacciosi, pericolosi, feroci. “Poi uno dice, mi hanno rotto la macchina”… è il #cosechesidicono di questa settimana. Attenzione alle scorrettezze fatte con troppa leggerezza c’è sempre qualcuno che potrebbe reagire in modo inaspettato.

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