#COSECHESIDICONO…HO TROVATO “FADIGA”

È stato un grido improvviso nella placida serata di provincia. Un bisogno urgente di condividere con gli amici più stretti qualcosa che forse si attendeva da molto. Richieste, attese e rifiuti nel frattempo. E finalmente aspirazioni, sogni, o chissà soltanto piccoli desideri innocui, all’improvviso diventano possibili. Dare un senso al proprio tempo, alla giornata. Sentirsi utili e attivi. Una voce giovane e squillante, piena di felicità. “Ho trovato fadiga!”.
Secondo i più recenti dati Istat in Italia i giovani disoccupati dai 15 ai 24 anni sono 708 mila, il 5,6% in più rispetto allo scorso anno, pari all’11,9% del dato complessivo, in pratica circa un giovane su 10, e i dati sono in aumento, è disoccupato o per dirla alla civitanovese, non “fadiga”.
Una parola che sembra così distante dalle discussioni e dalle polemiche degli ultimi giorni, dal famoso “jobs act”. Niente job, niente lavoro, ma “fadiga”. Pronunciata da un giovanissimo che magari non ha memoria di un gettone telefonico, come non ha memoria della vecchia lira, e anche se non usa l’Iphone, perché non se lo può permettere, uno smartphone di sicuro ce l’ha. Un giovanissimo che forse neanche conosce le percentuali spaventose diffuse in questi giorni che ci riportano ai tempi neri e di piombo del 1977, quando di sicuro non era ancora nato.
Fadiga, una parola che è impregnata di stanchezza, di sudore, di mortificazione, di sacrificio. Fadiga, una parola dal sapore antico, contrastante con la giovane età di chi l’ha pronunciata.
Contrastante con quell’idea di dinamicità, di efficienza che l’espressione “jobs act” ha in seno.
L’idea di “fadiga” richiama da noi i pescatori che si inoltravano in mare e bruciavano la pelle al sale, al sole, al vento, fadiga richiama la divisa blu dei cecchettari che entravano e uscivano dalla fabbrica allo scandire del suono della sirena, fadiga richiama le pesciarole che spingevano energicamente i carretti per le strade. “Fadiga” richiama dignità, quella che da indipendenza economica, che fa guardare avanti, che fa progettare, che fa respirare. “Fadiga”, una parola antica che fa sprizzare entusiasmo a una voce piena di futuro. Per occuparsi dei diritti, del precariato, dell’articolo 18, del salario, c’è ancora tempo. Poco però!

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