#COSECHESIDICONO…ANDIAMO ALL’EXPO’?

Sono passati esattamente 7 anni da quel 31 marzo 2008 quando Milano fu proclamata ufficialmente la sede dell’esposizione universale 2015. Dopo quasi un secolo la città italiana torna a essere per sei mesi il centro delmondo. 1.7 milioni di metri quadri per “Nutrire il pianeta. Energia della vita”. Si prevedono circa 29 milioni di visitatori. Nel 1906 gli spazi
espositivi occupavano un’area di circa un milione di metri quadri e richiamarono 10 milioni di visitatori.

Come per le altre esposizioni universali fu l’occasione per costruire degli edifici simbolo come il Crystal Palace a Londra per la prima esposizione universale del 1851, o la Torre Eiffel costruita per l’Expò parigino del 1889, mentre per quella del 1900 fu realizzata la prima linea della metropolitana che permise di far muovere con più facilità i 50 milioni di
visitatori. A Milano si ricorda la costruzione dell’Acquario Civico e l’apertura dei circa 20 km del traforo ferroviario del Sempione che unisce Italia e Svizzera.

L’Expò è sicuramente un evento per il paese che lo ospita, una straordinaria opportunità di visibilità, di economia e l’investimento comunicativo a cui è legato è massiccio tanto che molti di noi hanno pensato e detto come colui che ascoltato: “Andiamo all’Expò?”. Non importa quando, né come, né a vedere precisamente cosa ma l’importante è esserci.

Simbolo dell’Expò 2015 è l’uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci, rappresentazione della cultura rinascimentale italiana che mette al centro di ogni forma di pensiero la figura umana in una visione ideale. Ideale appunto, perché sembrano fortemente necessarie le ultime dichiarazioni del Presidente Mattarella che parla di “grande responsabilità” e incita a
“operare con trasparenza e tenacia contro i tentativi di inquinamento e corruttela”, ad opera di uomini lontani da quello ideale vitruviano.
Dichiarazioni che fanno chiaramente riferimento alla serie di inchieste sugli appalti legati al’Expò: una massiccia e complessa rete di malaffare in cui è difficile districarsi e che purtroppo fa temere per la realizzazione nei tempi utili proprio di Palazzo Italia.

Alle questioni legali fanno da contraltare le polemiche scatenate dal mondo dello spettacolo italiano, sempre in affanno per la mancanza di fondi, per la scelta di spendere oltre 8 milioni di euro per il Cirque du Soleil che si
esibirà dal 6 maggio al 23 agosto. Su tutti Roberto Bolle che sostiene: “E’ assurdo dare il palcoscenico di Expò al Cirque du Soleil quando siamo la città della Scala e del Piccolo nel paese dell’opera lirica e di Arlecchino”. Siamo malati di esterofilia e forse il nome dato al sito delle iniziative culturali in programma per l’esposizione ne è l’emblema. Lo
ricordate? E’ “verybello”!

L’ultima querelle, ma temiamo che la lista da qui al primo maggio si allungherà ulteriormente, si è accesa intorno al logo della regione Toscana, definito un’accozzaglia di segni o peggio “un gioco da settimana enigmistica: indovina cosa manca”. Ma per ora il record dell’ironia lo ha conquistato l’errore grossolano del BUY confuso con BUT.

Andiamo si, ma l’ironia è amara, molto amara.

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