CONVEGNO ANPI, L’AMAREZZA DI MARTINI, AUTORE DI “DOPO MUSSOLINI”

“Sono di ritorno dalla presentazione del mio libro, “Dopo Mussolini”, tenuta presso una scuola superiore di Civitanova Marche, invitato dall’ANPI ed ho potuto toccare con mano quanto fare storia sia qualcosa di tremendamente complicato”.
È Andrea Martini, l’autore, che condivide questa amara riflessione sul suo profilo social, a sottolineare quanto l’iniziativa svoltasi al Liceo la scorsa mattina abbia lasciato strascichi pesanti e sconcerto tra i protagonisti e aperto un acceso dibattito, finito anche su Repubblica, come spesso accade purtroppo quando il tema storico si incentra sul ventennio fascista e, come in questo caso, sul periodo successivo, quello dei processi ai fascisti e ai collaborazionisti.
Nel suo post Martini prosegue denunciando il fatto che diversi studenti, mentre lui sta tenendo la sua lezione di storia, abbandonano l’aula: “Dentro di me penso che i ragazzi debbano assentarsi per un compito in classe – scrive – o per altri impegni. Niente di tutto questo. Succede che un docente li invita ad alzarsi, succede che un folto gruppo di studenti e una parte degli insegnanti pensa che parlare di Resistenza ed epurazione equivalga a fare un comizio politico. Io proseguo ignaro di tutto ciò, fino alla fine quando nel dibattito il docente – tornato appositamente per gli ultimi minuti del mio intervento – invoca un contraddittorio, ritiene che quanto insegnato nei manuali di testo non corrisponde al vero, che i fascisti non esistono e che quanto si stava dicendo fosse assai lontano dalla verità storica”.
Il docente, di storia e filosofia, a cui Martini fa riferimento è Matteo Simonetti, esponente del partito “La Destra” e autore a sua volta di un testo sul “piano Kalergi” (un’ipotesi di complotto, considerata dagli storici una bufala, che va per la maggiore negli ambienti della destra radicale europea, secondo la quale ci sarebbe un progetto di sostituzione etnica per rimpiazzare i cittadini europei , rincalzandoli con l’ingresso di massa da altri continenti).
“Le sue parole mi disorientano, – prosegue Martini – pensavo di fare una lezione di storia, scopro che per farlo devo avere a fianco una persona che vuole parificare i fascisti ai partigiani, che sovrastima le vittime fasciste nel periodo di transizione, che parla di foibe perché io parlo di sterminio degli ebrei. Il tutto in una scuola pubblica italiana.”
Lo storico Martini chiude il suo post precisando che il suo libro è incentrato su ricerche d’archivio e documenti che possono avere interpretazioni divergenti ma sottolinea: “Certi fatti a settantacinque anni dal loro svolgimento non possono e non debbono essere derubricati a semplici opinioni. A chi sostiene che il fascismo sia un oggetto del passato, dico solo che sta prendendo una grossa cantonata.”
L’Anpi cittadina ha dichiarato che non resterà inerte e farà nelle sedi opportune tutte le azioni necessarie perché vengano rimosse le cause che sono alla base di questa vicenda.

Andrea Martini

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