CONSIGLIO COMUNALE INFUOCATO A CIVITANOVA MARCHE

Più che un consiglio comunale quello andato in scena venerdì a Civitanova Marche, sembra essere stato più una “piazzata” con gente che urlava e insulti che volavano. In questo clima troviamo la consigliere comunale Monia Rossi che dichiara alla stampa di ritenere “inaccettabile quello che oggi (venerdì ndr), 12 ottobre, si è detto durante la diretta in sala Consigliare nei miei confronti, in quanto offensivo in ogni caso, e soprattutto perché non mi sono mai permessa di usare parole giudicanti e denigratorie verso interventi o pensieri dei Consiglieri.
Additarmi dandomi della “signorina da passerella” è stato oltremodo volgare sia per quello che è il contesto, sia nei confronti della mia persona. Questo termine, a prescindere dall’interpretazione, sembra far percepire una poca professionalità rispetto al mio ruolo come rappresentare dei cittadini. Ritengo di aver dimostrato tutt’altro.
Non mi aspettavo una definizione del genere proprio da un veterano della politica come Silenzi, che fa del suo ruolo un’immagine di rispetto, cultura e professionalità. Lui che ha sempre sostenuto, come politico di sinistra, la lotta per la difesa della donna, le pari opportunità e tutte le polemiche riguardo l’evento di Miss Italia. Questa è la dimostrazione di come, da sempre, si usano parole solo per fare campagna elettorale senza che abbiamo, in realtà, valore etico e morale. Sono veramente sdegnata dal suo comportamento.”
Dall’altra parte il consigliere Giulio Silenzi che dice:”L’incapacità del Presidente del Consiglio Comunale di gestire i lavori dell’aula ha provocato un’indegna gazzarra ieri sera. In un clima di insulti e provocazioni della destra (Fratelli d’Italia) nei miei confronti, mai censurati dal presidente Morresi, si sono incanalati i successivi interventi, anche il mio, con l’obiettivo di ribattere alle offese ricevute come quella pronunciata dal consigliere Caldaroni che mi ha testualmente “mandato a cagare” con il sorriso compiaciuto delle consigliere di maggioranza o quella pronunciata dalla consigliera Ruffini che teneramente, quasi credendo di offendermi, mi ha definito “consigliere di seconda fila”. Sinceramente poi, non si capisce questo femminismo a corrente alternata. Da parte mia, nessun intento denigratorio nei confronti della consigliera Rossi, tanto meno delle donne. Convengo che il linguaggio, ironico, forse non era adatto all’aula consiliare, ma, nella baraonda consentita da Morresi e dalla sua tolleranza verso i toni offensivi usati verso di me dalla destra, può capitare di dimenticare il contesto istituzionale. Fa specie poi vedere la bandiera delle pari opportunità sventolata da assessori e consiglieri che per oltre un anno e in silenzio hanno accettato una giunta nominata in violazione della legge sulle quote rosa, illegittimità sanata solo dopo un ricorso al tar oppure da chi chiede una sospensione del consiglio per riunirsi tra donne dimenticando di invitare il consigliere donna Mirella Franco.
Non ricordo poi l’indignazione della Capponi e delle sue colleghe per essere state parte di una giunta che per un anno è stata illegittima per la mancanza di una quota rosa. Non c’è stata una levata di scudi quando il vicesindaco Troiani chiama coancelle le donne del Pd (con i “mi piace” della Gabellieri o peggio dà della tro…a Franca Rame in un post su Fb. Tutte invettive che sono documentate. Quando l’indignazione è reale, deve esserlo sempre e non solo quando fa comodo.
Infine, nessuna lezione su sessismo e parità di genere da una amministrazione che ha istituzionalizzato il pornografico Contest Tocca le palme, erigendo la palma fallica a simbolo natalizio della città.”

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