CONCORSO ASUR, TUTTO DA RIFARE

“Annullati gli atti impugnati”, così sentenzia il Tar Marche Sez.I n.805/15, giusto il deposito di oggi 6/11/15 del Collegio giudicante composto dal Presidente dott. Franco Bianchi, dal Consigliere dott. Tommaso Capitanio e dal Primo Relatore ed Estensore dott.sa Francesca Aprile, su ricorso n.92/15 avanzato da quattro psicologhe psicoterapeute assistite dagli avvocati Luigi Pianesi di Ancona ed Andrea Agostini di Porto San Giorgio.
La vicenda riguarda un concorso pubblico per 4 posti da dirigente psicologo psicoterapeuta indetto dall’Asur Zona Territoriale 10 Camerino il 31/8/11 e rimasto al palo fino al 3/12/2014 quando la stessa Asur divenuta nel frattempo Area Vasta 3 (Macerata, Civitanova, Camerino) ammette 404 candidati ed avvia le procedure selettive di n.2 unità alla U.O.C. Salute Mentale, n.1 unità al Consultorio, n.1 unità al Dipartimento Dipendenze Patologiche – Servizio Territoriale di Camerino.
Le procedure concorsuali si svolgono fino alla graduatoria del 21/5/15 consistente in 33 idonei dove vincitori risultano gli stessi professionisti che nel frattempo già ricoprivano i ruoli messi a concorso.
Premesso che mai è stata intenzione delle ricorrenti pregiudicare il diritto di alcuno, ma semplicemente e serenamente si voleva vedere garantito il proprio diritto a partecipare, ecco che prima dell’avvio ed ancora durante lo svolgimento delle prove le ricorrenti chiedevano all’Asur in via di autotutela e per ben due volte con sospensiva al Tar Marche in considerazione del mutato assetto territoriale da ZT 10 a Area Vasta 3, del notevole lasso di tempo trascorso, della sopravvenuta specificità dei profili professionali, la riapertura dei termini di gara per garantire la massima partecipazione, ma inutile risultava ogni tentativo.
Si ricorreva allora in appello cautelare ed il Consiglio di Stato Sez. III, 11/6/15, n.2572/2015 Reg. Prov. Cau., n.03351/2015 Reg. Ric., si pronunciava a favore delle ricorrenti prendendo il Giudicante atto di come l’Asur avesse proseguito il concorso senza disporre la riapertura dei termini nonostante il concorso “per effetto dei mutamenti intervenuti nell’organizzazione della sanità nella Regione Marche, possa determinare ora effetti che si riflettono su un ambito territoriale più ampio di quello originariamente previsto”.
Si torna quindi al Tar Marche con la pronuncia odierna di merito che accoglie pienamente le doglianze espresse dalla difesa delle ricorrenti espresse da ultimo in sede di discussione del 22/10/15 e la pronuncia che deriva è tranciante.
“Il ricorso è fondato … I motivi devono essere accolti … Deve essere osservato che un concorso pubblico non è equiparabile ad una procedura di stabilizzazione di personale con contratto a tempo determinato. Per tali ragioni, le censure di sviamento e violazione del fondamentale canone di imparzialità dell’azione amministrativa sono fondate. Il ricorso, principale e per motivi aggiunti, deve essere quindi accolto … PQM Il Tar Marche … annulla gli atti impugnati”.
Dunque concorso pubblico da rifare a beneficio delle ricorrenti, come di tutti i professionisti di categoria che però non hanno avuto l’ardire di agire per la tutela delle prerogative di diritto.

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