COMMOZIONE A CIVITANOVA. IN TANTI PER L’ULTIMO SALUTO A FLAVIANO PIPPONZI

Si sono svolti oggi pomeriggio nella parrocchia di San Gabriele i funerali dell’imprenditore edile Flaviamo Pipponzi, deceduto ieri mattina all’età di 82 anni. La bella chiesa, costruita proprio da Pipponzi nel 1979, per volontà di quello che poi divenne il primo parroco, don Lauro Chiaramoni, era gremitissima, tanto era grande la stima che la cittadinanza ha avuto nei riguardi dello scomparso. Fra i presenti il sindaco, Tommaso Claudio Corvatta, e l’assessore Cristiana Ceccheti. La salma accolta dal parroco, don Piero Pigliacampo, è stata deposta ai piedi dell’altare e a celebrare la funzione è stato il cappellano di Villa dei Pini, dov’è avvenuto il decesso, don Giancarlo Tomassini, che già da tempo conosceva l’imprenditore, dal momento che nel passato è stato parroco di San Gabriele, comunità che Pipponzi ha sempre frequentato assiduamente. Ed è stato proprio don Giancarlo sia nell’introduzione che nell’omelia, dopo la lettura di una bella pagina del vangelo di Giovanni, a tracciare la figura di Pipponzi “ che lascia – ha detto fra l’altro il religioso – una grande testimonianza di fede e di vita”. Don Giancarlo ha poi ricordato che durante il periodo in cui Pipponzi è stato ricoverato a Villa Pini, era solito accostarsi alla comunione tutti i giorni, per cui si è detto convinto che lo scomparso “continua a vivere – sono le sue parole – nel Signore, nella santa Gerusalemme celeste, dove si trovano le anime degli eletti”. L’officiante ha poi ricordato alcuni aspetti di vita di Pipponzi, il suo impegno nell’imprenditoria, le grandi occasioni di lavoro che ha offerta alla città, i suoi impegni nel Club Vela, che ha visto nascere, nell’ordine degli imprenditori provinciali e in tante occasioni di responsabilità. Don Giancarlo ha dedicato anche un breve riferimento alla moglie di Pipponzi, Luciana, scomparsa nel 2006, soprattutto le occasioni in cui lo scomparso accompagnava i nipoti al catechismo e il suo costante interessamento nei riguardi della “sua” chiesa, ornata successivamente dal presbitero e dal tabernacolo realizzati da Pietro Vitali di Foligno e abbellita con i mosaici e le vetrate policrome da Albano Poli di Verona.
Momenti toccanti dopo la cerimonia religiosa, quando è stata letta una pagina del libro scritto da Flaviano Pipponzi in questi ultimi anni, dal titolo “Vedrai il mare”, in corso di stampa, “ma del quale – è stato detto – ha avuto modo di accarezzare la copertina” e che rappresenta un vivo ricordo dell’arrivo della sua famiglia a Civitanova negli anni cinquanta e la sua vita di imprenditore e di cittadino esemplare. La pagina letta descrive uno dei momenti drammatici della vita di Pipponzi, il 29 settembre del 1957, quando suo padre, muratore, aveva iniziato l’attività proprio nella nostra città e quel giorno mentre stava recandosi nel cantiere dove la sua ditta stava realizzando una casa, attraversò incautamente i binari della ferrovia e fu investito da un treno in transito e morì. Testimonianza anche da parte del dott. Centanni, che è stato da tempo il suo medico, i momenti della sua malattia “vissuta – ha detto – con una grande forza morale”, il forte legame che è sempre esistito fra le loro famiglie e la grande passione che li legava alla pittura. Alla cerimonia funebre doveva partecipare il coro Jubilate, ma ci sono stati dei contrattempi, comunque il maestro del gruppo coristico, Isabella Lupi, ci ha riferito che il prossimo concerto di Natale, sarà proprio dedicato a Flaviano Pipponzi. Ai figli Marco, Paolo, alle nuore, nipoti, alla compagna di Flaviano, signora Luisa, che gli è stata amorevolmente accanto in questo ultimo periodo di sofferenza, il nostro cordoglio e quello dell’intera città.

1 Response

  1. rosanna ha detto:

    Buon giorno, intendo manifestare tutto il mio cordoglio per la prematura scomparsa del signor Pipponzi ed ancor di piu’ il mio pensiero va’ ai suoi familiari. Mi rammarica anche sapere della morte del padre in un tragico incidente avvenuto 57 anni fa’, ma il mio pensiero, se mi è concesso, vola al mio di padre, che è morto in circostanze poco chiare ben 30 fa’ lavorando nel cantiere dell’attuale complesso dei Vigili del fuoco… Ciao babbo, ti voglio tanto bene…

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