CIVITANOVESE-MACERATESE, UN DERBY “POLITICO”

porta-da-calcio-2Tutto pronto per Civitanovese-Maceratese e palla, pardon palas, al centro. C’è un derby nel derby in questa domenica di sport e non si gioca sul rettangolo del Polisportivo. Questo derby si gioca altrove, sui tavoli attorno a cui da settimane si riuniscono dirigenti sportivi e politici e deciderà dove la Lube giocherà i suoi prossimi campionati della serie A di volley. Emigrerà a Civitanova, nel nuovo palasport su cui il Comune, la stessa Lube e la Civita Park stanno ragionando, o Macerata riuscirà con uno scatto di reni a tenere sotto l’ombra dello Sferisterio la squadra che ha portato gloria alla città?
Oggi anche per questo si gioca. Perché Civitanova sogna lo scippo, che avrebbe il sapore dello sberleffo da sbandierare per sempre in faccia ai cugini pistacoppi, mentre Macerata per ora scruta le manovre di avvicinamento della Lube verso la costa e spera nel flop dei desideri pesciaroli. Sul palas è soprattutto derby tra sindaci. Il feeling tra Romano Carancini e Tommaso Corvatta è stato messo a dura prova, con il primo che non le ha mica mandate a
dire al collega, rimproverandolo di aver fatto melina e aver nascosto la trattativa. Corvatta ha fin qui in effetti scelto una tattica sorniona,
giocando quasi sempre sulla difensiva e tenendo in panchina il jolly per sferrare il colpo vincente. Si giocano molto i due. Carancini rischia di passare alla storia della sua città come il sindaco che si è lasciato scappare via la Lube, Corvatta invece di accordarsi alla lista (lunga) dei sindaci costieri che hanno collezionato scivoloni e figuracce sui palasport annunciati e mai realizzati. Che la partita abbia inizio allora, in campo e fuori e, tra gol e schiacciate, che vinca il migliore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *