CIVITANOVESE: L’ALLENATORE LASCIA. SQUADRA AFFIDATA A MASSIMO SCOPONI

Sulla base delle notizie che erano emerse nel corso della mattinata e in base alle quali la Civitanovese avrebbe chiuso ogni forma di attività, il presidente Giuseppe Cerolini, tramite l’avv. Domenico Basile, preso atto delle dimissioni di Roberto Cevoli, ha ufficializzato il passaggio della guida tecnica della squadra a Massimo Scoponi (nella foto, assieme al giocatore Battisti) e che sarà fatto il possibile per concludere il campionato, evitando perciò alla società una umiliante uscita di scena. Ciò lascia intatte le possibilità che, seppure con la retrocessione, ormai inevitabile in Eccellenza, la società possa sopravvivere in un campionato dignitoso con chi vorrà subentrare alla guida dirigenziale. Massimo scoponi, 44 anni il prossimo dicembre, ha giocato nella Civitanovese in C2 dal 1990-91 al 1993-94 e in serie A con il Modena e ha vissuto la vita tecnica della società dall’inizio di stagione. Farà sicuramente bene.
Per quanto riguarda Cevoli, riteniamo doveroso riportare integralmente il messaggio di saluto che ci ha consegnato nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella sede della società in corso Garibaldi.
“ Dopo due mesi alla guida tecnica della Civitanovese e con rammarico, sono costretto a consegnare le mie dimissioni. Come ultimo atto della mia breve avventura in terra marchigiana, voglio raccontare pubblicamente le condizioni in cui mi sono trovato in questo periodo. Ho accettato di mettermi in gioco consapevole delle difficoltà che il direttore Rosati mi aveva ampiamente esposto. Chi ama il calcio come me, pensa che respirare l’odore dell’erba ed insegnare ai ragazzi la tecnica e la tattica, sia la cura ad ogni male. Ci ho sperato sino all’ultimo. Purtroppo toccando con mano la situazione in loco, ho appurato che la condizione societaria e l’ambiente di lavoro, erano compromessi più del dovuto. Ho cercato di isolarmi , non lasciandomi distrarre dai problemi quotidiani, cercando di fare il mio lavoro, ma quando tutto ciò che ti circonda, persone comprese, non fanno altro che accentuare le difficoltà, lavorare diventa impossibile. La fortuna di questa società sono i ragazzi, giovanissimi, con poca esperienza, molti dei quali arrivati nel mercato di riparazione, anche loro consapevoli del disagio ma pronti ad accettare la sfida per la salvezza in ragione di un amore intenso per il calcio che hanno scelto come professione. Non hanno preso rimborsi, si sono sempre allenati tutti i giorni e hanno lavorato a testa bassa con la speranza che almeno il campo avesse dato ragione. Io, in un ruolo diverso da loro, ho subito lo stesso trattamento: non ho percepito nulla in termini economici, anzi ho dovuto sostenere delle spese per poter lavorare: ho ricevuto pressioni su scelte tecniche; ostruzionismo da parte del magazziniere che giovedì scorso, alla vigilia di una partita importante contro il Campobasso, ha pensato bene di non aprire il magazzino, impedendoci di svolgere l’allenamento mattutino, in ragione del suo mancato rimborso. Mi sono avvalso della collaborazione di una mia vecchia conoscenza nel ruolo di preparatore atletico (Marco Tortelli con trascorsi in squadre di serie a come Palermo, udinese, Fiorentina, Paris Saint-Germain ndr) che ha accettato di contribuire per le ragioni sopra esposte e nel ringraziarlo per aver svolto con la massima professionalità il suo lavoro indispensabile per la condizione fisica dei ragazzi, ci siamo sostenuti e s’supportati a vicenda con la speranza di un epilogo migliore. Sabato 18 marzo avevo deciso di rassegnare le dimissioni, ero pronto a lasciare la squadra e la città. Ho riflettuto e accettato di andare in campo domenica sia per le pressioni ricevute da parte di qualche dirigente sia per i ragazzi ai quali ho trasmesso la voglia di combattere, di non mollare e solo per loro, ho deciso di affrontare quello che già sapevo, sarebbe stata l’ultima partita della mia conduzione tecnica. Ho ascoltato le promesse che mi sono state fatte, le garanzie che qualcosa di buono sarebbe scattato e mi riferisco all’arrivo di qualche rinforzo, al pagamento di qualche rimborso e altro. nonostante ciò ho portato avanti il mio impegno con la massima serietà, dedizione e consapevolezza. Voglio ringraziare il direttore Rosati per la fiducia che ha riposto nella mia persona e per l’impegno profuso da parte sua sia morale che economico nei confronti di questa società, tutti collaboratori tecnici, i tifosi e tutte le persone con avuto modo di conoscere in questo periodo e che amano questi colori, questa città e che seguono ogni partita da sempre. Voi, non vi meritate tutto ciò. E il mio augurio è che possiate tornare molto presto a sostenere una società che faccia il proprio dovere e che garantisca una dignità a tutti coloro che prestano la loro opera. Grazie buona fortuna a tutti, me compreso”.

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