CIVITANOVESE – GIOVANNINI: “VORREI PIÙ SPAZIO”.

Piace molto alla tifoseria, ma il suo impiego, ovviamente per ragioni tattiche, non è stato molto ampio: l’intera partita nella gara di Coppa contro la Fermana, un tempo e mezzo nella prima di campionato contro il S. Marino, poi spezzoni di partite. Ci riferiamo a Lion Giovanni, 21 anni compiuto nell’aprile scorso, cresciuto nell’Ascoli e l’anno scorso in forza al Matelica con 27 presenze e 13 gol. “Il perché del mio nome? – ha risposto a una prima domanda . nel corso dell’incontro con i cronisti – in quanto mio padre è di origini canadesi e il nome di Leon era molto diffuso in quel Paese e anche se sono nato in Italia mi hanno chiamato pressappoco in quel modo”.
Dopo questa curiosità, cerchiamo di conoscerlo meglio. “Sono un esterno avanzato, ma mi considero un jolly del reparto offensivo. Nella precedente stagione con il Matelica ho disputato un buon campionato e il fatto che non sono rimasto è dipeso dalle scelte che quella Società ha fatto in termini di attaccanti. come abbiamo visto domenica. Mi trovo bene nella Civitanovese e ritengo che saremo a ridosso delle grandi che abbiamo finora incontrato. Certamente mi piacerebbe più spazio in squadra, ma mi attengo scrupolosamente alle disposizioni del mister. Sta di fatto che ogni volta che vengo impiegato do il massimo”. Come sarà ad Ascoli domenica contro il Monticelli? “Conosco l’allenatore Stallone , che è stato il mio allenatore nella Primavera ascolana e so perfettamente che pratica un buon calcio e ha a disposizione una squadra giovane come la nostra. Sarà un impegno difficile e sicuramente daremo il massimo per ottenere quanto più possibile. Siamo del resto convinti che adesso contro le squadre di seconda fascia arriva il difficile ”. La telefonata con il presidente del Matelica? “Una telefonata di amicizia – ha risposto – e non certamente di argomenti calcistici”.
Lion Giovannini se la cava molto bene non solo sul campo, ma anche nel dialogo: è perito elettronico e buona parte di quel diploma lo deve anche all’Ascoli che ha imposto a suoi giovanissimi anche lo studio. “Sarà la mia attività – ha commentato con un sorriso – quando concluderò l’attività di calciatore”. Proprio un giovane che sprizza intelligenza e simpatia.

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