CIVITANOVA, MINACCE DI MORTE A SINDACO E VICE SINDACO

image63“Siete degli assassini, se vi incontro per strada vi sgozzo”. Con la minaccia di morte recapitata via web (speakers’ corner… errata corrige ndr) al sindaco e al vice sindaco il limite è oltrepassato. Cambia definitivamente natura e diventa una gogna pubblica un social network cittadino, trasformatosi in calamita per rigurgiti biliosi e fascisti, pubblicati senza che gli amministratori (non hanno responsabilita’?) di quello spazio web pongano filtri a insulti e minacce e non e’ la prima volta. Perfino di morte. Le firma tal Marco Gennari, uno che nel suo profilo facebook ha Giorgio Almirante tra i personaggi preferiti, che tra i suoi post incita alla ‘guerra, italiani destatevi, spegneremo gli illuminati e spezzeremo il compasso dei massoni, butteremo i traditori dalla rupe tarpea e bruceremo gli altri banchettando sui loro cadaveri’. Sig! Ci sarebbe da ridere, ma non è il caso. Queste tesi, deliri, trovano udienza nella rete, vengono commentati con favore, non ci sono prese di distanza. Nessuno avverte l’assenza di nesso tra la causa (aumento della Tares) e l’effetto (minacce di morte). Che c’entra? Nemmeno con la rabbia sociale si spiega questa violenza perché infatti a gettare benzina sul fuoco della gogna via web quasi sempre sono personaggi cresciuti nella Destra e spesso – vedi Gennari – attivi nella vita politica tra quei partiti che a Corvatta facevano e fanno opposizione. A ben vedere è proprio qui che va cercato il senso di questa avversione che sfocia nell’odio verso chi ha sconfitto la coalizione di centro destra. Per alcuni settori della società, quelli più attivi nell’arte dell’insulto, è questa la grave colpa che non viene perdonata e, nella becera mistica fascista reduce ancora in alcuni esaltati, da lavare addirittura con il sangue. In questo gioco al massacro non è esente da responsabilità quella opposizione istituzionale che non prende le distanze dalle minacce di morte agli amministratori, che usa le lettere anonime per confezionare manifesti e campagne denigratorie, che assiste silenziosa (compiaciuta?) e complice alla caccia all’uomo che dopo venti anni ha tolto loro il potere, ha tolto le loro mani dalla città.

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