CIVITANOVA MARCHE: I SANTI PATRONI SONO ORA DUE

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Nel corso della solenne cerimonia di consacrazione sacerdotale di don Aldo Angelucci , salesiano maceratese, avvenuta il 7 ottobre scorso nella nuova chiesa “Maria Ausiliatrice “ della nostra città, presente l’arcivescovo di Fermo, mons. Luigi Conti, è emerso anche un aspetto importante nella vita religiosa della nostra comunità e cioè l’ufficializzazione sacramentale di compatrono, come usualmente si dice, di San Gabriele dell’Addolorata, che si aggiunge così al venerato San Marone. Si viene così a creare un binomio di santi protettori come esiste in tante città.
Che S.Ganriele fosse profondamente onorato anche nella nostra città, lo si deduce dal fatto che al religioso Passionista è stata dedicata il 24 marzo 2001 la bella chiesa edificata in via Friuli nel 1979 dal costruttore Flaviano Pipponzi, su progetto dell’architetto Gabriele Cingolani, luogo di fede di quella comunità parrocchiale che assunse anche la stessa identificazione del Santo.
Un riconoscimento perciò maturato da tempo nella Vicaria di Civitanova Marche e Potenza Picena, che comprende tutte le parrocchie delle due città, fino al recente decreto vescovile del 10 luglio 2017, al quale è stata data lettura nell’ordinazione sacerdotale riferita all’inizio, che tributa il riconoscimento religioso a questo Santo, nato ad Assisi nel 1838 e che ha portato il nome di Francesco fino a quando, entrato nel severo ordine dei Passionisti, assunse quello di Gabriele, al quale si è aggiunto quello dell’Addolorata per la grande devozione alla Madonna. Una vita breve la sua, di incantevole carità e fede religiosa, dal momento che è deceduto a 24 anni il 27 febbraio 1862, giorno dell’anno a lui dedicato nei calendari, che trascorse un periodo anche nel convento dei Passionisti di Morrovalle, quindi lo possiamo anche considerare un po’ marchigiano, un po’ nostro.
Abbiamo dubbi però che, nonostante il culto che dobbiamo ora rivolgere a San Gabriele dell’Addolorata, e si tratta di un avvenimento religioso di cui tutti i fedeli, per lo meno della città, debbano essere adeguatamente informati, San Marone rimarrà da solo nel logo comunale, dal momento che lui non solo è il primo martire del Piceno e dunque della nostra terrà, ma è il Santo della vita marinara, come si vede in quelle “lancette” che veleggiano sicure sul mare che ci appartiene da sempre (Vittorio De Seriis)

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