CIVITANOVA M. CONVEGNO EX ALLIEVI DEDICATO A S.FRACESCO DI SALES

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Nel racconto di vita dei Salesiani è sempre vivo il ricordo di quanto avvenne l’8 dicembre 1844 quando don Bosco inaugurò nella periferia di Torino un “oratorio” dedicandolo a san Francesco di Sales, luminosa figura che lo stava accompagnando, si dice, da quando era in seminario a Chieri. Si può quindi ritenere che tutta l’opera di don Bosco si sia ispirata ai principi di carità e zelo del santo, che insegnò con i suoi scritti la devozione e l’amore di Dio e perciò non a caso è considerato il santo protettore dei giornalisti.
Una premessa necessaria questa, per accennare al significato principale del riuscitissimo 22° Convegno Annuale degli Ex Allievi/e di Don Bosco dell’Unione della parrocchia di San Marone di Civitanova Marche, organizzato dal direttore e parroco, don Giovanni Molinari, e dal presidente Gianfranco Palmieri e che ha visto la partecipazione del presidente ispettoriale, il perugino Claudio Cristallini.
Fra gli aspetti del festoso incontro, iniziato con la Preghiera di don Bosco e il canto “Salve don Bosco Santo”, il saluto del parroco che ha rilevato con soddisfazione l’attività portata avanti dagli Ex Allievi della parrocchia e del presidente ispettoriale. Questi, dopo essersi soffermato sulla recente esortazione di Papa Francesco sulla santità, ha accennato alla necessità di “ringiovanire le nostre case salesiane – ha detto, riferendosi alla raccomandazione del presidente nazionale Giovanni Costanza – e di rispettare sempre il debito di riconoscenza che abbiamo verso i nostri Salesiani”.
Negli aspetti istituzionali dell’incontro, la relazione del presiedente dell’Unione locale, Gianfranco Palmieri, un incarico che porta avanti da una decina di anni, che si è soffermato sugli avvenimenti che hanno caratterizzato l’attività del decorso 2017 e fra questi lo straordinario evento della consacrazione della nuova chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice. Da parte sua anche un affettuoso ricordo degli somparsi don Raffaele Montinovo, Antonio Frassini, Giannino Surace e Augusto Ciminari.
Il tema principale dell’incontro: “Educati nello spirito di San Francesco di Sales” è stato svolto da don Giuseppe Bugatto, uno dei sacerdoti di San Marone, che ha saputo mettere assieme le tante tessere di fede e spiritualità che fanno grande la figura di quell’antico vescovo, nato nel 1567 vicino ad Annecy nella Savoia, morto nel 1622 a Lione, e che diventò, come abbiamo accennato, il protettore di tutta l’opera di don Bosco. Don Giuseppe è sicuramente riuscito a far comprendere qual è stato l’apporto del Santo, la sua grande attualità a circa quattro secoli di distanza dalla sua morte, per il quale la “santità è come un mazzo di fiori e che la stessa è audacia e slancio”. Non sono mancati cenni all’importanza dei suoi libri famosi quali la Filotea e il Teotimo e i suoi aspetti di vita come vescovo di Ginevra e soprattutto il suo apporto che lo pone fra i più grandi maestri di spiritualità degli ultimi secoli. Don Giuseppe ha inoltre consegnato ai presenti una traccia indelebile de “la Methode Salesienne”, nella quale sono riportati i temi principali emersi nelle migliaia di lettere, si dice ben 22.000, scritte dal Santo e la sua bellissima firma autografa. Da quanto ascoltato, parlare di emozione e di fede non è possibile e si può solo fare proprio uno dei temi di San Francesco di Sales, quello di “coltivare la pace interiore per vivere felici”. Non è facile, ma sicuramente possibile. (Vittorio De Seriis)
Nella foto (da sinistra): Gianfranco Palmieri, don Giovanni Molinari, Claudio Cristallini e don Giuseppe Bugatto.

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