CIVITANOVA, ALLARME SICUREZZA. TORNAMBENE, “SUBITO FATTI CONCRETI”

salvatore-21Allarme sicurezza in città. E’ preoccupato il vicesegretario nazionale onorario dell’Unione Sindacale di Polizia, Salvatore Tornambene che  invita l’amministrazione civitanovese a “fare una riflessione su quanto avviene a Civitanova, in provincia ed in regione” e chiede “subito provvedimenti concreti, che restituiscano funzionalità alle Forze dell’Ordine, affinché torni la legalità in zone dove la legge dei delinquenti si è già da troppo tempo sostituita a quella dello Stato”. Parole forti del sindacalista, preoccupato per gli ultimi episodi di delinquenza che hanno nuovamente visto come protagonisti gruppi di extracomunitari. Vive e prospera la criminalità organizzata che, ogni giorno di più, colonizza il territorio terrorizzando cittadini indifesi con azioni di inaudita violenza – continua Tornambene, che accusa “è grave l’indifferenza di quelle istituzioni che, finora, sono rimaste cieche ed impassibili mentre interi quartieri venivano progressivamente sottratti al controllo dello Stato, divenendo dominio incontrastato di bande criminali e zone franche dove oramai il rischio di aggressioni è divenuto una triste quotidianità”. Secondo il sindacalista negli ultimi anni si registra una crescita esponenziale dell’illegalità, “intere comunità non intendono in alcun modo accettare le regole della società civile e, costringono la popolazione ad una convivenza impossibile, fatta di furti, di rapine, di stupri, di continue prevaricazioni e di violenze> dice il vicesegretario dell’Usp, preoccupato perché <non è certo improbabile che cittadini esasperati siano indotti, loro malgrado, a farsi giustizia da soli, vista l’assenza di politiche di prevenzione e sicurezza” sottolinea Tornambene, che aggiunge “resta deficitaria una mappatura delle realtà delinquenziali, nessuno si preoccupa nemmeno di comprendere da dove provengano quegli ingenti capitali con i quali note famiglie di nomadi, di marocchini, di rumeni, di albanesi, ma anche di criminali nostrani, tutti ufficialmente disoccupati, acquistano interi comprensori abitativi ed auto di lusso, infischiandosene altamente di una Legge che sembra in ogni caso ignorarli”.

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