CIARAPICA E LA GIUNTA ILLEGITTIMA RISCHIANO AL TAR LA RIMOZIONE A CAUSA DELLA DISCRIMINAZIONE DI GENERE

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La vicenda della discriminazione di genere della giunta Ciarapica si sta trascinando da quando si è insediata. I Consiglieri di opposizione Ghio e Rossi avevano già fatto ricorso al Tar che si era pronunciato ed aveva rilevato l’illegittimità della giunta. Separatamente rispetto al procedimento giudiziario, le consigliere di pari opportunità della Regione avevano fatto presente l’intenzione di avviare un percorso conciliativo allo scopo di eliminare la discriminazione. Il termine fu stabilito in 120 giorni ed il Sindaco, prima della scadenza di febbraio, chiese alla commissione una proroga di ulteriori 45 giorni. Tale richiesta venne respinta in quanto non consentita dalla normativa vigente. Nonostante ciò Ciarapica si è autoprorogato illegittimamente ancora i termini per assolvere a quanto stabilito nel percorso di conciliazione di altri 60 giorni. A questo punto la commissione pari opportunità, constatata l’impossibilità di continuare a dare seguito ad un iter conciliativo, ha deciso di ricorrere anch’essa al Tar, chiedendo la rimozione della giunta ed una sanzione di 10 mila € per non aver adempiuto, secondo la tempistica concordata, all’inserimento di una donna in più all’interno della giunta. Ormai è chiaro che il Sindaco difronte a soli problemi politici di sostituire un uomo non ha intenzione di rispettare i termini dell’accordo (difficile pensare a Cognigni della Lega così come a Borroni di Fratelli d’Italia) potrebbe sostituire l’assessore al personale. Il problema e’ che l’assessore in questione  si è molto speso per far vincere Ciarapica, inoltre è un comunicatore indispensabile per la propaganda di del sindaco senza la quale sarebbe in crisi.
L’auto proroga  che si è concesso da solo senza valutare la legittimità o meno di un simile comportamento, è stato l’atto che ha fatto rompere gli indugi alla Consigliera supplente di pari opportunità Paola Maria Petrucci e che l’ha condotta a rivolgersi al Tar per far dirimere la questione.
Di Vera Spanò

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