CIARAPICA & C: POP, TOP E FLOP

Al giro di boa la banda Ciarapica, che due anni e mezzo fa si insediava. Festeggia il mezzo mandato con l’addio di Popsophia. E’ il momento, per la Gabellieri, di cambiare la sua delega; da assessore alla crescita culturale ad assessore alla crescia, perché finora le son venute bene solo sagre e feste della birra. Deve essere un incubo, per la destra, il divorzio dal festival pop con cui si sono spaccati la bocca per anni. Con un tempismo perfetto, nel giorno in cui Poposophia mollava, e bollava, Ciarapica come incapace è arrivato l’endorsement del trio Ercoli-Paniccia-Antonelli. La ‘bella gente’, che come Ciarapica ama le location degli Ascani, lo ha promosso a sindaco top e gli ha attribuito il merito delle fortune di Civitanova, panzana a cui non crede nessuno, a parte personaggi che nutrono passioni per la scienza dell’urbanistica. Pare invece sia cotto Ciarapica e qualcuno informi la Lube (che di cucine se ne intende) e il suo patron Sileoni, che s’è sbrodolato definendolo ‘uno che sa il fatto suo’ mentre annegava nella bocciatura di Popsophia, l’ennesima top…ica del suo mandato. Popsophia se ne va, l’ospedale unico è perso, la fiera trasformata (vox populi) in lazzaretto, le tasse aumentate, il Varco sul mare abbandonato, Civitanova Alta dimenticata, l’università arenata. Nemmeno il Covid ha svegliato Ciarapica, che ha continuato a dormire e a tenere bloccato il bilancio sociale. La lista dei flop è lunga, se dal dì della sua elezione può vantare solo i marciapiedi nuovi in via Duca degli Abruzzi, il cantiere più incasinato che la storia cittadina ricordi. Aveva grandi sogni però Ciarapica: buttar giù il Polisportivo per lottizzare, poi bucare il varco per fare un parcheggio-bunker, quel genere di lavoretti che piacciono tanto a certi piccoli potentati locali che spingono candidature, guardano agli interessi particolari e dei danni se ne infischiano. Per fortuna, Civitanova è sempre stata più grande di certi sindaci e di certi imprenditori. Una Città-Stato rivoluzionaria, riformatrice, senza padroni: lei, da decenni, davvero pop e sempre al top.
Di Robespierre

1 Response

  1. giuseppe vallesi ha detto:

    …e qualcuno disse…”chi e senza padroni scagli la prima pietra”, così, poi, “le dio del lei”!!

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