CHE FINE FARÀ FUTURA FESTIVAL, LETTERA APERTA DEL DIRETTORE ARTISTICO TROLI AL SINDACO

Gino Troli, direttore artistico di Futura Festival, sceglie di rivolgersi al Sindaco di Civitanova attraverso una lettera aperta “perché – scrive – rivolgendomi a lei voglio parlare all’intera comunità cittadina dopo aver atteso a lungo una vostra decisione sul destino del festival”.
Due gli avvenimenti che hanno stimolato il professore: la mancata convocazione da parte del Sindaco (un incontro era programmato per la metà di luglio) e la vicenda, emersa proprio in questi giorni, dell’uso del marchio “Futura Festival” da parte del Comune di Viterbo, dove si è svolta una prima edizione il 20 e il 21 luglio scorsi.
“Spero che questo festival viterbese abbia per superficialità e approssimazione, e non con dolo, assunto una denominazione già esistente da cinque anni da noi” – dichiara Troli che prosegue – “Sarebbe bastato fare una ricognizione in rete per constatare che Civitanova svolgeva con questo titolo un evento culturale da lungo tempo e con una evidente riconoscibilità nazionale”.
Gino Troli pone poi una serie di interrogativi. “Perché l’azienda non è intervenuta subito a tutela del marchio registrato? E’ stata davvero rinnovata la registrazione per il 2018? Oppure si è gettata al vento una risorsa come la proprietà di Futura Festival? Nessuno si è accorto a luglio del festival in corso a Viterbo? L’azienda ha ritenuto di non reagire o non ha potuto agire? Mi faccio queste domande perché chi di dovere risponda. Mi sarei aspettato – incalza – un’azione netta e decisa per difendere la proprietà intellettuale e amministrativa di un festival che il sindaco Ciarapica e l’assessore Gabellieri mi hanno detto più volte di apprezzare e considerare una risorsa per Civitanova.
Ritengo che il sindaco o chi per lui debba illustrare e spiegare la vicenda alla città e, per quel poco che conta la mia proprietà intellettuale, anche a me”.
La lettera seguita con la questione del mancato incontro e Troli precisa – “Si è parlato da parte dell’amministrazione più volte di un possibile progetto di una continuità del festival in un periodo post-estivo, ottobre o autunno, con una formula più cittadina ( scuole, città , spazi teatrali,ecc…) concentrata in un festival o articolata in una rassegna di appuntamenti, gli Incontri di Futura. Ho preavvertito i collaboratori storici come Arcangeli, Boncinelli, Di Paolo, La Porta, Santoni, creando attesa e interesse. Mi era parsa percorribile questa strada, siamo invece alla fine di agosto e mai ho avuto, da giugno, un segno di qualche volontà concreta e la dimensione di quale fosse l’impegno del comune o dell’Azienda Teatri. Qualche dichiarazione su Popsophia “tutto l’anno” mi fa pensare che le indicazioni precedenti siano ormai superate.
Che Futura non abbia più futuro sembra essere uno scherzo del destino. Cinque anni di lavoro, una media di 90 ospiti a edizione, da Augé a Bauman, da Sorrentino a Moretti, – ribadisce – non sono bastati a convincere l’amministrazione a sostenere un evento culturale che ritenevamo utile all’immagine della città e alla sua crescita di comunità pensante. Senza negare la possibilità di scelta di altre dimensioni ludiche e divulgative liberamente intraprese. L’orgoglio della cultura come conquista e cammino di emancipazione lo abbiamo avuto, non è un peccato.
Sarei contento, caro sindaco, – chiude – di riprendere un discorso interrotto, non so perché, non so quando. Spero di rivederla presto”.

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