C’ERAVAMO TANTO AMATI!

C’ERAVAMO TANTO AMATI !

Il centro destra, nella tipica spartizione della torta, decide la geografia delle candidature a Presidente delle regioni con i mandati in scadenza siglando l’accordo ad Arcore, come ai vecchi tempi, a casa di Berlusconi. Le Marche vanno ai Fratelli di Italia che scelgono Acquaroli. Si, proprio Acquaroli, il parlamentare ed ex sindaco della vicina Potenza Picena. Acquaroli che è un tifoso della Civitanovese, amico di Fabrizio. Insieme sono cresciuti in quella Alleanza Nazionale riscaldata dalla perenne fiamma del Movimento Sociale Italiano.
Ci si aspettavano quindi reazioni esultanti, ad esempio da parte della Giulietti, e tanti post pubblicati sul Corner che, depurato ormai da quasi tutte le voci critiche nei confronti di Ciarapica, avrebbe fatto da gran cassa come in passato fece per spingerlo a Palazzo Sforza. Invece, silenzio assoluto, massima glacialità. Ma come? Cresciuti come giovani balilla, uniti da una amicizia cameratesca, oggi i Troiani, le Giulietti, non esultano, non dicono una sola parola di apprezzamento lasciando in questo il solo Borroni, assessore di lungo corso. L’arcano è presto spiegato. Ciarapica punta lui stesso alla candidatura a Presidente della Regione, per la quale lavora da tempo. Nonostante una volta eletto sindaco abbia dimostrato di non mantenere nessuna promessa, sembra propenso a presentarsi comunque alle elezioni. Del resto poco conta aver ingannato l’elettorato, la propaganda può seppellire la verità e con essa la realtà.
Ciarapica in regione: altre storie, altri interessi, altro che Villa Eugenia, il riammagliamento, la Strever, i parcheggi coperti, lo spostamento dello stadio, il lotto ex cantieri sul lungomare. Sono briciole rispetto a quello che si può fare in Regione con i milioni che si amministrano. Accompagnato, magari, dalla Giulietti, dal fido Mirko e magari da qualche vigile mancato, sai che pacchia al settimo piano di palazzo Raffaello, senza la rottura dei vari “Rossi”. Insomma, piatto ricco mi ci ficco. E in questo è sostenuto da alcuni sindaci e da grandi imprenditori che a Civitanova hanno anche interessi in affari immobiliari. Nei giorni scorsi è stata la volta di Ercoli (si, quello di Banca Marche) che ha pontificato. E poi via con le foto che lo ritraggono mentre abbraccia il patron della Lube, ne esalta le imprese nel tentativo di avere le Sue “grazie” e al contempo aggraziarsi coloro i quali ruotano intorno alla squadra prima vituperata poi esaltata. Tutto è utile e si possono fare tante cose. Hai capito il Fabrizio? Ecco il perché delle scelte (altrimenti inspiegabili) da lui fatte negli ultimi tempi che hanno penalizzato Civitanova a beneficio di altre città delle provincia. Capo delegazione del centro destra ha infatti trattato i posti al Cosmari dove a Civitanova non è toccata neanche la vice presidenza, lasciata invece a Tolentino. Si è accontentato di un postarello per ‘l’esperto’ Perugini. Una simile generosità viene ora ricambiata dal sindaco Pezzanesi che dice di scendere in campo per le Regionali al fianco del candidato Presidente Ciarapica.
E poi all’ATO, dove ha accontentato tutti i sindaci facendo pagare alle famiglie civitanovesi quasi due milioni in più per permettere agli altri Comuni di diminuire le loro tariffe dell’acqua. A questo aggiungiamo la presidenza dell’Ato andata al sindaco di Morrovalle e che, dopo Fiordomo di Recanati, sarebbe spettata alla città con maggiore abitanti, perciò Civitanova. Anche qui, il sindaco Montemarani si schiera al fianco di Ciarapica arrivando a definirlo lungimirante, preparato e perfino onesto.
E riemerge pure Pasqui, ex sindaco di Camerino che nell’era del centro destra è riuscito a perdere il suo Comune. Seppur acciaccato, canta le lodi di Fabrizio. D’altronde come non ricordare la questione dell’ospedale unico?
Ciarapica, come suo costume, ha negato sempre tutto fino a quando Mattei, costruttore di liste civiche, ha reso pubblica la sua candidatura. Quel Ciarapica che con tanto di fotografo si è presentato alla corte di Salvini, ha parlato con lui di persona. Vuoi vedere che il Ciarapica gli ha dato in quell’occasione tutte le garanzie necessarie per diventare lui il cadidato, rientrando nelle caratteristiche di coloro che collaborano con Salvini stesso? Del resto a Civitanova ha già ottenuto il beneplacido di Forza Italia che è rinvigorita dopo le new entry, tra cui il ‘maggiordomo’ Morresi che, se Ciarapica se ne va, un pensierino per Palazzo Sforza lo fa.
Ma come fare a stroncare la candidatura di Acquaroli? E qui Ciarapica si supera e dice in giro che non si può candidare uno che ha partecipato in Ascoli alla cena celebrativa della marcia su Roma. Lo dice addirittura al consigliere regionale Micucci. E anche il Pd provinciale ha replicato alla candidatura di Acquaroli evocando quella cena vergognosa. Ma chi Ciarapica? Lo stesso che proprio un anno fa, di questi giorni, negò l’intestazione di una via ad Anna Frank e sorrise alla proposta fatta in consiglio del suo Vice di dedicarla, prima, a Toro Seduto, che la meritava più di Anna Frank. Lo stesso Ciarapica che rifiutò l’adesione al progetto ‘Il treno della memoria’ per portare gli studenti ai campi di concentramento di Auschwitz e Dachau. Ciarapica, lo stesso che alla domanda se l’antifascismo fosse un valore rispose di non saperlo (dando perciò dimostrazione che per lui certo non lo era). Ciarapica che negli anni scorsi ad ogni 25 aprile è riuscito, nei discorsi ufficiali, a non pronunciare mai la parola Nazifascismo o la frase “liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista”. Parole mai dette e sostituite da frasi generiche. Oggi questo Ciarapica pugnala Acquaroli per aver partecipato ad una vergognosa cena nostalgica. Ma, nel centro destra tutto può succedere, anche scegliere candidati diversi o lavorare per isolare Acquaroli nonostante l’indicazione della Meloni e candidare Ciarapica (Lega, Forza Italia, Civici). Per ora si cerca, con una operazione di propaganda, di far tornare un verginello civico Ciarapica, che in verità da Alleanza Nazionale passò con Alemanno e poi con la Fiamma di Storace (…maledetta memoria) e dargli così la possibilità di andare in Regione. Del resto, a volte, ci sono treni che passano una sola volta nella vita e chi se ne frega se si hanno davanti ancora due anni e mezzo da Sindaco. Tanto, a Civitanova, altri e altre ci penseranno. Del resto, l’appetito vien mangiando…
Giulio Silenzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *