CASA ACCOGLIENZA “SAN SILVESTRO “: L’ARREDO PITTORICO

Ha avuto ampia risonanza l’inaugurazione nella Città Alta della Casa di Accoglienza “San Silvestro”, che è venuta a colmare un vuoto nell’aspetto assistenziale della città e allo stesso tempo ha costituito un valido connubio fra arte e sociale, dal momento che una valida rappresentanza di pittori del territorio hanno aderito alla proposta di donare una loro opera per l’arredo interno della struttura. Una sorta di concorso con l’unica contropartita del riconoscimento morale, che si attuato con la consegna di una pergamena consegnata in occasione dell’inaugurazione, presenti le autorità cittadine, il presidente della Regione, Luca Ceriscioli e ha riguardato gli artisti: Tiziana Cardarelli, Benito Cicchinè, Rosanna Ciminari, Nicola Fioretti, Salvatore Negro, Massimo Radaelli, Antonio Remonti, Alayde Spernanzoni, Carla Terracciano e, fuori concorso Anna Donati e Elisa Conestà..
Dal momento che la “San Silvestro” si pone il compito di ospitare una dozzina di donne, gestanti e bambini in condizioni di particolare fragilità sociale, povertà o vittime di violenza, i pittori hanno avuto a disposizione un tema invitante per descrivere, attraverso i segni e i colori, stati d’animo e contenuti umani, che toccano direttamente non solo chi si trova in una situazione del genere, ma quanti guardano con responsabilità al prossimo. Un certo riconoscimento ha avuto il quadro presentato dal pittore civitanovese, Nicola Fioretti, che vediamo in parte nella foto, che è stato riprodotto anche sui manifesti e sugli inviti alla manifestazione inaugurale, segno evidente che la Commissione ha ravvisato nello stesso lavoro un’aderenza riuscita al tema proposto. Nel quadro, Fioretti non indulge nel voler definire il volto della donna e come usualmente descrive pittorescamente i suoi personaggi, i lineamenti del viso e ogni connotazione identificativa non contano, ma lascia intatta la possibilità a chi guarda l’immagine, di intravvedere in quello spazio vuoto, il volto della stessa umanità. Lo stesso criterio è stato seguito nel delineare le fattezze del volto di quell’infante, maschio o femmina, non importa, che la donna stringe al petto in segno di affetto e protezione, atteggiamenti che tutti i bambini della Terra hanno diritto di ottenere.
“Per Fioretti – ebbe a dire in un saggio il famoso critico Davide Davide Lajolo – la pittura oltre studio, incanto di poesia, bisogno interiore di esprimersi, di raccontare per immagini, è qualcosa che ha nella pelle come se facesse parte di se stesso, come gli occhi, le mani anzi il respiro”.
Di recente, il pittore, ma anche scrittore, Salvatore Negro, ha redatto un ampio e dotto resoconto delle attività portate avanti da Nicola Fioretti e che ha intitolato: «La pittura “colta” di Nicola Fioretti, artista civitanovese dal respiro internazionale», nel quale derive il cammino pittorico percorso in oltre quarant’anni di attività da Fioretti, i riconoscimenti ottenuti e la sua riuscita rappresentazione pittorica di avvenimenti culturali di grande valore quali la danza classica “in omaggio – dice Negro – al noto ballerino e coreografo civitanovese Enrico Cecchetti, grazie anche al sostegno della prof.ssa Livia Brillarelli, una delle maggiori studiose della vita del coreografo”.
“Nicola Fioretti, in sintesi, – conclude Negro in quella ampia ricerca – è un raro esempio di coerenza e stile, un esempio di un artista che ha sempre anteposto i gusti personali e la ricerca di una pittura raffinata e colta (anche se spesso di difficile interpretazione) piuttosto che ad opere pervase di un gusto facile per attirare consensi commerciali ma quasi sempre superficiali e fine a se stessi”.

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