CARO ACQUA, L’ATAC NON SI PRESENTA ALL’AUTORITA’ NAZIONALE. RIFIUTA LA PROCEDURA DI CONCILIAZIONE

acqua-rubinetto

Martedì 9 luglio, si sarebbe dovuta svolgere la seduta (in video conferenza) di conciliazione presso l’Autorità Nazionale ARERA promossa da una cittadina, nei confronti dell’ATAC.

“Purtroppo – scrivono dall’Associazione Consumatori e Utenti delle Marche -, il Responsabile del Servizio Nazionale ha comunicato che l’ATAC ha implicitamente dichiarato la propria non adesione, omettendo di inviare riscontro alla comunicazione per l’incontro. Identico rifiuto è stato posto al nostro collaboratore Alessandro Lippo, per il quale l’Arera aveva calendarizzato il tavolo di conciliazione lo scorso 20 giugno. Questo dimostra la notevole distanza tra coloro che gestiscono il servizio pubblico e i cittadini, costretti ad affrontare impervie strade burocratiche per far valere i propri diritti. Nei due ricorsi è stata rimarcata l’illegittimità relativamente alla retroattività dell’aumento tariffario, in violazione dell’articolo 1 comma 169 della Legge del 27/12/2007 ed è stato evidenziato che la Delibera dell’AATO 3 del 12/10/2018 – da un riscontro effettuato nel sito web dell’Arera – non risulta ancora approvata dall’Autorità per la Regolazione di Energia, Reti e Ambiente.
Inoltre, i due ricorrenti hanno rappresentato che gli utenti del servizio non sono stati adeguatamente e tempestivamente informati della variazione tariffaria, come previsto dal Capitolo 9 della Carta dei Servizi. L’Atac, anziché sedersi al tavolo conciliativo e rappresentare le proprie ragioni, ha preferito non rispondere alle comunicazioni inviatale dall’ARERA, disertando ambedue i tavoli di conciliazione. Come Associazione Consumatori e Utenti delle Marche, rimarchiamo anche la mancata istituzione da parte del gestore del servizio del “Tavolo permanente di lavoro con le Associazioni dei consumatori e utenti riguardante la Carta e gli standard di qualità dei servizi”, come prescritto dall’articolo 2 comma 461 della Legge 244/2007 (Legge Finanziaria 2008). I due ricorrenti, tramite i legali della nostra Associazione ACU Marche, continueranno la propria battaglia, in sede giudiziaria, per far valere i propri diritti con l’auspicio di aprire un varco per successivi ricorsi a favore di altri cittadini civitanovesi penalizzati dagli aumenti tariffari.”

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