CAPORALATO, PRIMO CASO DI CONTROLLO GIUDIZIARIO NELLE MARCHE

Il provvedimento è frutto di un’operazione congiunta tra i carabinieri del nucleo dell’ispettorato del lavoro di Macerata e la compagnia di Civitanova, guidata dal tenente colonnello Enzo Marinelli,fresco di promozione e ormai prossimo al trasferimento.

Un’indagine scattata nell’estate dello scorso anno su un’azienda, la “Girasole” di Recanati, che opera in campo agricolo sul territorio di Montelupone, e che aveva portato a una prima ispezione: i braccianti presenti, 13 stranieri richiedenti asilo, lavoravano per 12 ore giornaliere, dalle 7 alle 19, senza riposo settimanale, con una retribuzione oraria di 5 euro e con molte delle ore o dei giorni a nero, senza rispettare le normative sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e senza visite mediche preventive.

Nel gennaio 2019 un ulteriore controllo svolto nella stessa azienda insieme al personale dell’ispettorato territoriale del lavoro di Macerata accertava la presenza di altri 62 lavoratori nelle stesse condizioni.

A questo punto il gip di Macerata, su richiesta della Procura ha predisposto, anziché il sequestro e la chiusura che avrebbe provocato una danno proprio ai lavoratori, il controllo dell’azienda incaricando un amministratore giudiziario che affiancherà il titolare nella gestione.

È il primo provvedimento del genere che si applica nella nostra regione in materia di caporalato, reato che non si circoscrive in alcune zone d’Italia ma che anche nel nostro territorio è purtroppo molto diffuso come denunciano da tempo i rappresentati sindacali della Cgil e colpisce in gran parte proprio gli immigrati, i soggetti economici più deboli.

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