BERTOLASO, BERTOLDO E I MERCANTI IN FIERA

Il Bertolaso che arriva nelle Marche chiamato da Ceriscioli, da sotto la sbilenca mascherina profonde lodi per Ciarapica. Anche il suo fido cavaliere di Malta Gerardo Solaro del Borgo, appena ha visto un microfono, ha snocciolato elogi per il sindaco di Civitanova che sulla fiera covid ha dovuto giusto dire un signor si e poco altro. In certi sussiegosi siparietti par di intravedere l’ombra di trame elettorali dipanate mentre ancora si contano le cifre dei contagiati e dei morti. Al centro c’è Bertoldo-Ciarapica che come il famoso contadino della letteratura seicentesca sa far di conto tra impicci e buffonate. Deve essere con questo spirito che il 26 febbraio ha tuonato bellicoso “Ceriscioli va commissariato” e il 19 aprile ha dichiarato scodinzolante “Mi fido di Ceriscioli”. Cancellati tutti gli attacchi strumentali lanciati nel mezzo alla Regione, ha offerto una delle sue ennesime giravolte e il prezzo di tanta incoerenza, che i suoi fans e i suoi alleati sempre gli perdonano, anche stavolta gli è sembrato ben speso sul tavolo dei calcoli elettorali (le Regionali di autunno), a costo di lasciare al palo pure quelli che nella sua maggioranza la fiera covid non la vogliono, ma assistono muti e perplessi alle passerelle del duo Ceriscioli-Ciarapica. E’ la storia di un Mercante in Fiera (covid), con il gioco delle tre carte che per Bertoldo-Ciarapica non si ferma manco in tempi di emergenza.
Di Robespierre

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