BELLA CIAO

Anche quest’anno, benché ancora immersi nella drammatica conta dei morti e contagi da coronavirus, le truppe della rimozione hanno provato a sradicare il 25 aprile. Dalle Alpi a quel sud che il democratico Feltri vede popolato da genti inferiori, il solito rigurgito di fascismi. La sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini, ha messo in pratica l’invito di La Russa a trasformare le celebrazioni per la Liberazione nella giornata dedicata al ricordo dei caduti di tutte le guerre e ha sfornato un manifesto a ricordo “delle vittime della seconda guerra mondiale che idealmente con profondo dolore uniamo alle vittime del covid”. Una operazione ruffiana e sconcia, nata in quell’humus che ha visto il suo ‘Fratello d’Italia’ Francesco Acquaroli, candidato in pectore per la Regione, tra gli allegri partecipanti alla famosa cena di commemorazione della marcia su Roma. Ma, la mascella mussoliniana della sindaca s’é smosciata subito perché – triturata da critiche e sberleffi – invece della marcia su Roma ha fatto marcia indietro. Le celebrazioni, nei limiti imposti dalle restrizioni, ci sono state anche nella sua città. La fascia Tricolore che indossa, se ne faccia una ragione, è bandiera e simbolo di un Paese i cui fondamenti morali e giuridici sono scritti nella Costituzione antifascista e il 25 aprile è la festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo e non terreno per revisionisti che vorrebbero un’impossibile equidistanza tra chi ha lottato per la libertà e chi ha esercitato prevaricazione e violenza. Quello spirito che portò migliaia di italiani a scrivere l’epopea della Resistenza e la riconquista della libertà dovrà essere la linfa anche in questo tempo, per ricostruire, perché servono coesione sociale e la forza di un popolo – consapevole della propria storia e non attardato nei revisionismi – per ripartire, con compassione verso i più fragili e con coraggio davanti a ingiustizie e sopraffazioni. Chi non ha lo spessore e la forza di portarli sulle spalle, questi valori, si spogli del Tricolore italiano e indossi quello ungherese di Orbàn. Stesse tinte, ma con quella spruzzata di sovranismo fascista caro a Salvini e Meloni e ai loro seguaci allergici al 25 aprile, tra questi anche la segretaria del sindaco di Civitanova, che vive in un mondo popolato da nemici, che del disprezzo fa la sua cifra e la sua dimensione istituzionale, e che oggi celebra su Facebook la giornata mondiale del pinguino. Buona festa della Liberazione anche a tutti costoro, a tutti i leoni da tastiera, che possono definirsi fascisti perché i partigiani che dileggiano gli hanno garantito la democrazia al prezzo della vita. E alla sindaca Tartabini e alla pinguina Giulietti un corale…ah Bella ciao!
Di Robespierre

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