AUTOBOMBA ALLA CLEMENTONI: PATRIZIA CLEMENTONI,OPERAI ‘EROI’

clementoni“Dobbiamo dire grazie a due dei nostri operai della squadra antincendio, Fabio Meriggi e Simone Lampa: è solo grazie al loro coraggio che oggi qui non c’é stata una tragedia”. Patrizia Clementoni si ferma a parlare brevemente con i giornalisti, mentre l’ex dipendente romeno che voleva far saltare in aria la fabbrica è tuttora ricercato. “Proporremo di conferire un premio ai nostri ‘eroi’ – ha continuato – nel corso delle celebrazioni per i 50 anni di attività dell’azienda”. “Ioan Nini ha  lavorato per noi l’ultima volta nel 2010, molto tempo fa. Era un semplice operaio: non aveva mai dato problemi. Poi non abbiamo saputo più niente di lui, fino ad oggi”. Così Patrizia Clementoni ricorda l’ex interinale romeno che stamani voleva far saltare in aria con un gesto eclatante la fabbrica di giocattoli nella quale era stato assunto per 12 mesi tre anni fa. Di recente aveva chiesto di essere riassunto e comunque vi aveva contattato? le chiedono i giornalisti: “Assolutamente no. Con noi aveva chiuso i rapporti nel 2010, nel frattempo era andato a lavorare in Alta Italia. Non so dove esattamente”.   L’imprenditrice cerca di archiviare una giornata di terrore, anche se l’incendiario non è stato ancora rintracciato: “Ci siamo ancora tutti e siamo pronti per i festeggiamenti del 50/o dell’azienda, con uno spirito ancora più battagliero se vogliamo. Forti della solidarietà di questi nostri dipendenti”.   Torna a lodare il coraggio dei due addetti alla squadra antincendio, “dipendenti storici della Clementoni” da oltre 20 anni, sottolinea che l’attività “non è stata mai sospesa tranne che nei reparti più vicini al capannone in cui si è verificato l’episodio”. “E’ stato sventato il colpo di testa di una persona che è entrata con l’intenzione di appiccare il fuoco all’azienda. Questa cosa, grazie a Dio, non ha provocato alcuna conseguenza per il pronto, eroico e competente intervento di due dipendenti della squadra antincendio che si sono trovati sul posto al momento dell’evento e che hanno immediatamente spento il fuoco appiccato all’auto piena di bombole. Quindi, grazie a Dio, non ci sono state conseguenze!”. Nini aveva scelto il deposito di carta e  cartoni, per ottenere un effetto ancora più devastante: nell’auto, racconta Clmentoni, “ha dato fuoco ad un pezzo di stoffa per scatenare un’esplosione”. E invece lo stabilimento “é salvo, non ha subito alcun danno”.

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