ATTENTATO ALLA CLEMENTONI: “SOLO UN ATTO DIMOSTRATIVO, NON VOLEVO UCCIDERE”. SI DIFENDE IOAN DAFINU NINI

nini_dafinu_ioan1Disperato perché non riusciva a trovare lavoro. Così si è giustificato Ioan Dafinu Nini con il magistrato che ha convalidato il suo fermo con le accuse di incendio aggravato e rapina. L’uomo è accusato di aver guidato un’auto imbottita di gpl e benzina fino alla “Clementoni giochi” di Recanati, nel tentativo di compiere un attentato, proposito fallito grazie alla reazione di due operai che hanno spento le fiamme sviluppatesi nella vettura. Di origini rumene, ex lavoratore interinale della Clementoni, Nini si era poi dato alla fuga fino ad Ancona a bordo di una Fiat Punto rubata ad una maestra. L’arrestato ha cercato di discolparsi, sostenendo che aveva intenzione di compiere un atto dimostrativo, non di uccidere. A suo dire, nel tentativo di farsi riassumere, avrebbe spedito all’azienda un curriculum che però non sarebbe stato preso in considerazione. Di tutt’altro avviso la direzione della Clementoni: il curriculum doveva essere ancora visionato e quindi non c’era stata nessuna risposta, né respingimento.

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