ARTIGIANATO, LE MARCHE RESTANO PRIME IN ITALIA MA IN TRE ANNI PERDONO 1.733 IMPRESE

L’artigianato resta una delle colonne portanti dell’economia marchigiana, ma il settore attraversa una fase di forte contrazione. È quanto emerge dai dati diffusi da CNA Marche, secondo cui nelle Marche sono attive 37.810 imprese artigiane, pari al 28,86% del totale delle imprese regionali. Una percentuale che conferma il primato delle Marche come regione più artigiana d’Italia, ben oltre la media nazionale del 21,05%. Il peso dell’artigianato emerge anche sul fronte dell’occupazione. Le imprese artigiane con dipendenti rappresentano il 33,1% delle imprese attive con dipendenti, contro il 24,1% della media italiana. Gli addetti del settore costituiscono inoltre il 22,2% degli addetti complessivi delle imprese marchigiane, rispetto al 13,4% a livello nazionale. Il primato regionale trova conferma anche nella distribuzione territoriale. Fermo è la provincia con la maggiore incidenza dell’artigianato: le 5.348 imprese artigiane rappresentano il 32,1% del totale provinciale.
Seguono Pesaro e Urbino, con 9.003 imprese artigiane pari al 29,7%, e Macerata, con 8.874 imprese e un’incidenza del 29%. Ad Ancona le imprese artigiane sono 9.672, pari al 28,3%, mentre Ascoli Piceno conta 4.913 imprese, il 26,3% del totale.
Dietro il primato nazionale, però, si nasconde una situazione di crescente difficoltà. In soli tre anni le Marche hanno perso 1.733 imprese artigiane, con una diminuzione del 4,38% rispetto alle 39.543 imprese attive di tre anni fa. La provincia più colpita è Pesaro e Urbino, che ha perso 782 imprese, pari all’8% del totale e al 45% delle chiusure complessive regionali. Seguono Fermo, con 332 imprese in meno (-5,8%), Ancona con 296 (-3%), Macerata con 207 (-2,3%) e Ascoli Piceno con 116 (-2,3%).
Un calo che, secondo CNA Marche, rischia di indebolire soprattutto le aree a maggiore vocazione manifatturiera e, più in generale, le filiere produttive locali.
Tra le cause della contrazione CNA individua diversi fattori: la difficoltà nel ricambio generazionale, la carenza di personale qualificato nei mestieri tecnici, la difficoltà delle microimprese a crescere dimensionalmente e l’aumento dei costi di energia, materie prime e logistica.
A queste criticità si aggiungono gli investimenti necessari per affrontare la transizione digitale e quella green, spesso difficili da sostenere per le imprese di piccole dimensioni.
La CNA Marche chiede di riportare l’artigianato al centro delle politiche industriali e della formazione, oltre a intervenire sulla riforma della legge quadro. L’obiettivo è preservare un patrimonio di competenze e attività che, nonostante le difficoltà, continua a rappresentare una componente essenziale dell’economia e dell’identità delle Marche.

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