APPALTO PER LE RICETTE ELETTRONICHE, IL TAR CONDANNA L’AST DI ANCONA: RISARCIMENTO DA 688MILA EURO

Nuovo capitolo nella lunga controversia sull’appalto per la gestione delle ricette elettroniche della sanità marchigiana. Il Tribunale amministrativo regionale ha riconosciuto il diritto della società seconda classificata a ottenere un risarcimento per la mancata aggiudicazione della gara, contestando la regolarità della procedura.
Al centro della vicenda c’è una gara avviata nel 2020 dall’allora Asur Marche per l’affidamento del servizio di elaborazione delle ricette farmaceutiche. La procedura aveva visto prevalere il raggruppamento temporaneo formato da Marno e Record Data, mentre la Campione Informatica si era classificata al secondo posto e aveva deciso di ricorrere contro l’esito.
La questione principale riguarda uno dei requisiti tecnici previsti dal bando: le imprese partecipanti dovevano già disporre, al momento della presentazione dell’offerta, di uno specifico software applicativo in modalità cloud con la qualificazione richiesta dall’AgID, l’Agenzia per l’Italia digitale.
Secondo quanto stabilito dai giudici, il raggruppamento risultato vincitore non avrebbe posseduto quel requisito nel momento previsto dalla gara. Un elemento ritenuto essenziale e che, secondo il Tar, avrebbe inciso direttamente sulla legittimità dell’aggiudicazione.
La vicenda giudiziaria ha avuto più passaggi. In una prima fase l’aggiudicazione era stata ritenuta corretta, ma la Campione Informatica ha successivamente impugnato la decisione davanti al Consiglio di Stato, che ha riconosciuto l’illegittimità dell’aggiudicazione. Il contenzioso è quindi approdato nuovamente davanti alla giustizia amministrativa per definire le conseguenze economiche della vicenda.
Il punto centrale della nuova pronuncia è proprio il danno derivante dalla mancata aggiudicazione. La società ricorrente, risultata seconda, avrebbe avuto concrete possibilità di ottenere l’appalto se la procedura fosse stata correttamente gestita. Da qui la richiesta di risarcimento avanzata nei confronti dell’Azienda sanitaria territoriale di Ancona.
La cifra indicata arriva a 688mila euro, anche se il conto finale potrebbe essere inferiore. I giudici hanno infatti escluso alcune delle voci richieste dalla società e stabilito che dovranno essere considerate esclusivamente le componenti riconosciute come effettivamente risarcibili.
L’AST di Ancona avrà ora 90 giorni per formulare una proposta risarcitoria alla società, sulla base dei criteri fissati nella sentenza. Sarà quindi necessario quantificare nel dettaglio l’importo effettivamente dovuto.
La vicenda si inserisce nel complesso quadro degli appalti sanitari regionali, settore nel quale l’AST Ancona continua a gestire numerose procedure di gara e affidamento.
Resta dunque da definire il passaggio conclusivo: non più la validità dell’aggiudicazione, ormai messa in discussione dai giudici, ma quanto dovrà effettivamente pagare l’amministrazione per l’errore nella procedura di gara.

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