ALTRA MAZZATA PER IL COMUNE DI CIVITANOVA. BOCCIATO DAL TAR IL RICORSO PRESENTATO DALLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE PER LA BONIFICA DELLE AREE INQUINATE

panettoneIl ricorso era stato presentato nel 2011 dal Comune di Civitanova guidato da Mobili contro il Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia, Arpa, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia del Demanio. Ora è arrivata la sentenza del Tar che stabilisce che a pagare i costi per la bonifica del “panettone” di ghiaia inquinata e di altre aree, dovrà essere il Comune. Il Tar ha infatti sostenuto che il Comune, se avesse voluto affermare un proprio diritto,  avrebbe dovuto impugnare le prescrizioni date nel luglio del 2009 dalla Conferenza dei Servizi del Ministero e confermate nel 2011. Una mancanza di tempistica che ora comporterà all’Amministrazione Corvatta, o meglio ai civitanovesi,  di farsi carico della bonifica del panettone, di un tratto di spiaggia antistante il Polisportivo, un’area in prossimità della pista ciclabile nelle vicinanze del fiume Chienti, di un pozzo di approvvigionamento all’interno della rotatoria del Trialone.

E per fortuna che almeno le spesesaranno compensate tra le parti. Intanto l’attuale amministrazione ha fatto sapere di non voler andare avanti col contenzioso
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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 566 del 2011, proposto da:
Comune di Civitanova Marche, rappresentato e difeso dall’avv. Stefano Pollastrelli, con domicilio eletto presso Avv. Maria Paola Giannotti in Ancona, via Palestro, 5;
contro
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distr. sello Stato, domiciliata in Ancona, piazza Cavour, 29;
nei confronti di
Regione Marche, Provincia di Macerata, Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) – Marche,
Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia del Demanio – Filiale Marche;
per l’annullamento
del Decreto Direttoriale prot. n. 4946/TRI/DI del 15.2.2011 del Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare concernente il provvedimento finale di adozione, ex art. 14-ter Legge 7 agosto 1990 n. 241, delle determinazioni conclusive della Conferenza di Servizi decisoria del 10.2.2011 relativa al sito di bonifica di interesse nazionale
“Basso Bacino del Fiume Chienti”, limitatamente alle prescrizioni che riguardano l’amministrazione ricorrente.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell’udienza pubblica del giorno 21 febbraio 2013 il dott. Gianluca Morri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
1. All’esito dell’istruttoria disposta con ordinanza 22.6.2012 n. 424, il Collegio non intravede ragioni per discostarsi da quanto già rilevato in sede cautelare riguardo al carattere non innovativo della conferenza decisoria del 10.2.2011 (unico atto oggetto di gravame unitamente agli atti istruttori presupposti e al Decreto Direttoriale prot. n. 4946/TRI/DI del 15.2.2011 che ne approva le risultanze), poiché si limita a ribadire le precedenti determinazioni decisorie della stessa conferenza di servizi (in particolare quelle adottate nella seduta del 30.9.2010 e non oggetto di impugnazione), sollecitandone l’adempimento senza, peraltro, fissare termini perentori (cfr.
Ord. 10.6.2011 n. 406).

2. In particolare va osservato quanto segue.
2.1 Area in prossimità della pista ciclabile presso la foce del fiume Chienti dove è emersa la presenza di rifiuti. Al riguardo la conferenza di servizi decisoria del 10.2.2011 ha semplicemente
ribadito quanto già richiesto dalla precedente conferenza di servizi decisoria del 30.9.2010 (cfr. corrispondenti determinazioni a-b di pag. 8), senza nulla aggiunge o rivalutare.
2.2 Area interessata dai rifiuti abbandonati nell’alveo del fiume Chienti. Al riguardo la conferenza di servizi decisoria del 10.2.2011 ha semplicemente ribadito quanto già richiesto dalla precedente conferenza di servizi decisoria del 30.9.2010 (cfr. corrispondenti determinazioni di cui al punto 9 sottopunti 1-2-3), senza nulla aggiunge o rivalutare.
2.3 Arenili contaminati da IPA in prossimità del molo sud. Al riguardo va osservato che la questione è già stata trattata da questo Tribunale nell’ambito del ricorso n. 1065/2010, definito con sentenza 22.6.2012 n. 450, in cui si affermava che “ La Conferenza di servizi decisoria del
30.9.2010 prendeva atto del citato verbale di riunione del 16.7.2009 riguardo all’efficacia degli interventi di messa in sicurezza di emergenza degli arenili contaminati da IPA in prossimità del molo sud, chiedendo al Comune la predisposizione del progetto di bonifica dell’area. Se il Comune riteneva che la progettazione di bonifica non rientrasse tra le obbligazioni a proprio carico, avrebbe allora dovuto impugnare immediatamente tale prescrizione. La successiva Conferenza di servizi del 10.2.2011 risulta infatti meramente confermativa delle prescrizioni già imposte, essendosi limitata a constatare l’ inadempienza” (cfr. punto 3.2).
Anche la questione del cumulo di ghiaia è già stata definita con la richiamata  sentenza n. 450/2012.
2.4 Contaminazione riscontrata negli arenili in prossimità della foce del fiume Chienti.
Al riguardo la conferenza di servizi decisoria del 10.2.2011 ha semplicementeribadito quanto già richiesto dalla precedente conferenza di servizi decisoria del 30.9.2010 (cfr. corrispondenti determinazioni a-b di pag. 8), senza nulla aggiunge o rivalutare.
2.5 Contaminazione del pozzo di approvvigionamento all’interno di una rotatoria comunale.
Al riguardo va osservato che la determinazione della conferenza di servizi decisoria del 10.2.2011 si limita a chiedere al Comune un riscontro alla nota ministeriale prot. 30961 del 30.11.2010.
Anche in questo caso si tratta di determinazioni meramente ripetitive di quanto contenuto in precedenti atti non oggetto di tempestiva impugnazione.

3. Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile, in quanto proposto contro determinazioni meramente confermative di atti precedenti.
Vanno inoltre considerate inammissibili, come già rilevato con nota a verbale nel corso della discussione del 7.6.2012, tutte le ulteriori censure contenute nella memoria conclusionale depositata in data 7.5.2012, dedotte ad integrazione dei motivi di impugnazione già proposti, non essendo state ritualmente introdotte in giudizio attraverso formale ricorso notificato alle
controparti.
4. Nonostante la soccombenza il Collegio ritiene, considerata la particolarità della situazione, che sussistono giustificate ed eccezionali ragioni per disporre la compensazione delle spese tra le parti.

P.Q.M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, definitivamente pronunciando, dichiara inammissibile il ricorso in epigrafe.
Spese compensate.
La presente sentenza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Ancona nella camera di consiglio del giorno 21 febbraio 2013
con l’intervento dei magistrati:
Gianluca Morri, Presidente FF, Estensore
Tommaso Capitanio, Consigliere
Francesca Aprile, Primo Referendario


IL PRESIDENTE, ESTENSORE

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