ALLA FIERA DEL WEST

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C’era la fiera dell’est di Branduardi e c’è la fiera del far west di Borroni che cambiò una delibera, che spostò una data, che cancellò un mercato che a Civitanova non si organizzò. Un bel guazzabuglio in cui si stravolgono le regole stabilite senza troppe spiegazioni, alla faccia della trasparenza. Seguendo i passaggi di questa strampalata telenovela, si scopre che in ottobre la giunta emette una delibera per definire il calendario dei mercatini straordinari in piazza. La prima domenica di ogni mese, pertanto anche quella del 2 dicembre, viene assegnata a una agenzia il cui nome va venire l’orticaria alla destra. Ma, tant’è. Alla vigilia dell’appuntamento, venerdì 30 novembre, la giunta tira fuori dal cilindro una nuova delibera, annulla la precedente e spiana la strada ad un’altra agenzia affidandole l’organizzazione del mercatino del 2. Il risultato è una piazza trasformata in una sorta di parcheggio-tendopoli, di cui Borroni pare sia andato molto fiero. La bancarella più frequentata è stata quella che vendeva amuleti. I civitanovesi hanno cercato corni rossi, ferri di cavallo e scaccia sfiga vari dopo la notizia che il sindaco avrebbe assistito alla finale del mundialito per club di volley tra la Lube e Trento, giocata domenica sera. Ora, da quando Ciarapica si è appassionato alla pallavolo sulla Lube è calata una sorta di maledizione di Tutankhamon. Così come venivano colpiti dal castigo gli archeologi che scoprivano la tomba del faraone, anche il sindaco che ha scoperto all’improvviso il palasport ha attirato gli strali della sventura. Con Ciarapica tifoso, la Lube ha perso sei finali su sei. Un filotto terribile. L’ambiente cuciniero è sotto choc e il patron Fabio Giulianelli, in versione comandante Schettino, dopo il Ko ha urlato: “mi vergogno di questa squadra, non ci rappresenta”. Qualcuno lo avverta. Il problema non è la squadra.
Di Robespierre

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