AI “MARTEDỈ DELL’ARTE”: LA MEDICINA AI TEMPI DEI FARAONI

Gli affezionati, e sono tanti, dei “Martedì dell’Arte”, hanno avuto modo di ascoltare una bella lezione sulla medicina degli antichi egizi, dal titolo: “La medicina ai tempi dei Faraoni” e a presentarla, anche con una interessante serie di immagini, è stato il dott. Paolo Fioravanti, primario medico degli ospedali di Ancona e Urbino.
Le gesta dei Faraoni non sono nuove nella nostra città, dal momento che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, attraverso tanti momenti, quello studioso di egittologia apprezzato in tutto il mondo qual e stato Elio Diomedi (1930-2012), che ha dedicato una parte della sua vita alle ricerche sulle possibili soluzioni per la costruzione delle Piramidi. I suoi studi sono stati condivisi anche dagli stessi studiosi egiziani, fra i quali il dott. Zahi Hawass, già sovrintendente della Piana di Giza e del museo dell’antichità Egizie. A proposito, era intenzione raccogliere gli scritti e i modelli dello scomparso studioso, ma non ci risulta che sia stato realizzato uno spazio del genere.
Un inciso che abbiamo voluto inserire nel riportare succintamente la relazione del dott. Paolo Fioravanti, nella quale, in virtù della sua lunga esperienza di medico, ha messo in bella evidenza tutte le capacità mediche di quell’antico popolo che ha legato la sua esistenza alle Piramidi. Si può quindi ben dire che gli Egizi , con i loro papiri, hanno tramandato i primi fondamenti della medicina e chirurgia. Ritornando alla relazione del dott. Fioravanti, abbiamo cercato di fare una sintesi della sua ampia esposizione. Eccone alcuni passaggi.
– Una medicina straordinaria, dunque, dottore quella Egizia.
“Se lei pensa – ha risposto – che i medici del 700 non facevano altro che salassi e purghe. per cui al loro confronto i medici egizi erano davvero bravi e li possiamo annoverare tra i padri della medicina, come dell’astronomia, Del resto si può tranquillamente sostenere che la medicina sia nata nella Mesopotania e quindi in oriente. L’Egitto è stato perciò un punto di riferimento per tutti i popoli antichi del Mediterraneo”.
– Ma anche bravi igienisti e dietologi dal momento che, come ha detto lei, alla base dei pasti non mancavano mai aglio, cipolla e rafano. Ed erano anche consumatori di birra.
“Il rafano contiene la rafanina – ha spiegato il dott. Fioravanti – e cioè un disinfettante che interviene sui bacilli e sui cocchi, per cui in questo modo si tenevano in ordine. Per quanto riguardava il bere, c’erano due tipi di vino,uno dell’alto e un altro del basso Egitto, ma più che altro erano consumatori di birra, possiamo dire dalla nascita alla morte. Questa non solo era una deliziosa bevanda e un veicolante dei medicinali, ma veniva applicata sulla pelle in presenza di piaghe e altro.
– Attenti anche alla medicina delle donne, Non è così?
“Conoscevano benissimo l’ostetricia, la ginecologia, la retroversione uterina, i carcinomi del collo dell’utero, le vulvovaginiti e le curavano con una prodotti più che altro vegetali Bravi anche nel consigliare l’uso degli anticoncezionali per i quali si adoperavano diverse sostanze, in particolare la gomma acacia che sviluppa, quando fermenta, acido lattico per cui diviene uno spermicida”.
– Abili anche nell’anestesia?
– Sì, praticavano sia un’anestesia cutanea superficiale – ha ancora detto il relatore – e prima che arrivasse l’uso del papavero e quindi della morfina (intorno alla 1400 a.C.), adoperavano il bitume che facevano bruciare per cui il malato veniva inondato di quel fumo e così rimaneva stordito e si poteva operare dal momento che erano bravissimi chirurghi e per curare le ferite usavano foglie di salice e la mirra “.
Solo una sintesi della medicina Egizia illustrata dal dott. Fioravanti, al quale va il più vivo ringraziamento, che estendiamo agli organizzatori dei “Martedì dell’Arte, per averci fatto conoscere un altro aspetto di quello straordinario popolo che, non a caso, ha saputo costruire le Piramidi, monumenti di immortale grandezza e capacità.

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