AI BAMBINI VIETATO L’ULTIMO GIORNO DI SCUOLA MENTRE GLI AMMINISTRATORI NON DISDEGNANO FESTE O EVENTI MONDANI E SPORTIVI

Sono trascorse ormai quattro settimane dalle promettenti dichiarazioni del sindaco Ciarapica e dell’assessora Capponi circa la possibilità di permettere ai nostri figli di poter vivere l’ultimo giorno di scuola (per 5 elementare e terza media) per salutare compagni ed insegnanti prima della nuova avventura scolastica di settembre.
Con il solito fare illusorio i due cantastorie, anche a nome di tutta la Giunta, avevano dichiarato di non essere affatto contrari ad una organizzazione “particolare” dell’ultimo giorno di scuola ma che, in accordo con quanto dichiarato dalla viceministra Ascani, favorevole ad iniziative organizzate anche oltre la data prevista di fine lezioni, ritenevano opportuno attendere qualche settimana per pianificare al meglio una giornata di vera condivisione. La Capponi addirittura, profondamente preoccupata per lo stato psicofisico dei nostri figli, temeva che il ritorno a scuola con distanziamento e mascherine potesse in qualche modo creare una “situazione di frustrazione e poco gratificante”.
Fatto sta che, sebbene molti altri comuni, anche vicini, abbiano permesso alle scuole ed ai bambini di reincontrarsi per i saluti di fine ciclo, la Giunta di Civitanova non ha di fatto consentito nulla di tutto ciò, evidentemente ancora tanto preoccupata sia dal punto di vista sanitario e del distanziamento sociale che da quello psicologico. Non così convintamente preoccupati però da impedire loro di partecipare a “gratificanti” feste di compleanno e incontri mondani e montani (Brumotti a bombazza!) mostrandosi, protagonisti di allegri selfie, tranquillamente sprovvisti di mascherine e non curanti delle buone regole del distanziamento sociale. Evidentemente loro, ormai cresciutelli, sono immuni anche alle frustrazioni indotte da mascherine e distanziamento sociale tanto da potersi godere, a differenza dei nostri bambini, veri momenti di condivisione sociale.
Questi signori non pensano che i nostri bambini si chiedono ancora perché a loro è stato impedito di trascorrere l’ultimo giorno di scuola con compagni ed insegnanti che probabilmente non vedranno più? E non pensano che i loro genitori si chiedono perché questo impedimento arriva proprio da chi invece partecipa a cene di compleanno e allegre biciclettate fregandosene di mascherine e distanziamento?
I genitori sono abituati a bugie e promesse non mantenute, i bambini non ancora.

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