AGGRESSIONE CHOC A CIVITANOVA. IL MACEDONE AVEVA ACQUISTATO IL COLTELLO PERBUCCIDERLA DUE GIORNI PRIMA

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È uscita dal coma farmacologico e, dimessa dal reparto rianimazione, è stata trasferita questo pomeriggio nel Dipartimento di chirurgia la giovane accoltellata dal suo ex sabato pomeriggio e operata d’urgenza perché raggiunta al fegato da uno dei colpi sferrati dal suo aggressore. “Sta bene e siamo ottimisti” dice il primario dell’ospedale di Civitanova,Stefano De Luca. Dalla Romania sono intanto giunti i parenti di Alina Emilia Pavel e si sono recati oggi in ospedale. Invece domani mattina, alle 9.30, al tribunale di Macerata prevista l’udienza di convalida degli arresti di Sheval Ramadani, il trentaduenne macedone, che l’ha aggredita perché non accettava la fine della loro relazione. L’uomo, difeso dall’avvocato Sandro Pugliese, e’ accusato di tentato omicidio aggravato, lesioni personali e porto abusivo di coltello a serramanico. Gli viene contestata la premeditazione perché l’arma era stata acquistata due giorni prima mentre la bottiglia di acido muriatico alle 16.20 di sabato, due ore prima dell’aggressione, in un negozio gestito da cinesi. Fortunatamente non ha provocato effetti, né al volto ne’ agli occhi, l’acido che il macedone ha lanciato contro la ragazza. Questa mattina invece a Palazzo Sforza il sindaco Ciarapica ha consegnato un attestato di benemerenza a Riccardo Scoponi, il titolare del ristorante Tonno e Salmone dentro cui ha cercato rifugio la ragazza, per scappare al suo aggressore, ed dentro cui è avvenuto l’accoltellamento. Scoponi, con coraggio, ha disarmato il macedone e, aiutato dal personale del suo locale, lo ha immobilizzato e tenuto fermo fino all’arrivo degli agenti del commissariato, a cui l’uomo si è peraltro consegnato senza fare resistenza. Durante l’interrogatorio è sempre rimasto lucido, non è pentito e ha ribadito il suo proposito di ammazzare la ragazza.

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